Gunnar Beck (ID): “Rispettare il voto dei cittadini britannici sulla Brexit”.

Gunnar Beck del gruppo ID del Parlamento Europeo ha presentato una proposta di risoluzione nel merito del recesso del Regno Unito dall’Unione europea. La risoluzione inizia citando l’esito del referendum del 23 giugno 2016, dove il 51,8 % dei votanti del Regno Unito (17,4 milioni di persone) votò a favore dell’uscita dall’Unione europea, quasi esattamente la stessa percentuale di voti con cui Ursula von der Leyen è stata eletta Presidente della Commissione europea. L’esponente del gruppo ID ricorda ancora che le istituzioni dell’UE e gli Stati membri non devono ignorare la decisione democratica adottata dal demos britannico, ritenendo che il risultato del referendum del Regno Unito rappresenti una scelta legittima di uno Stato membro intesa a voltare le spalle a una “Unione sempre più stretta”.

Viene poi definita nella risoluzione, la vera particolarità dell’UE, considerata come “Un circolo ristretto che intende offrire vantaggi ai suoi Stati membri, i quali, tuttavia, hanno il diritto di recedere se ritengono che l’onere dell’adesione sia superiore ai vantaggi” e, ancora che qualsivoglia obbligo finanziario del Regno Unito nei confronti dell’UE – e viceversa – cessa, in base al diritto internazionale, alla scadenza del termine di preavviso, salvo se diversamente concordato”. 

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Nella risoluzione si lamenta , inoltre, che: “Le istituzioni dell’UE hanno dimostrato un interesse di lunga data nell’ampliare la portata delle sue competenze al di là dell’idea originaria di una “Europa delle nazioni” quale concepita da Charles de Gaulle”, sostenendo così, la sempre maggiore discrezionalità dell’Unione nelle questioni interne agli Stati Membri.

Sempre nel documento viene chiesta, successivamente, la restituzione di alcune competenze alle Nazioni, criticando la tendenza alla centralizzazione dell’Unione Europea. A tal riguardo nella risoluzione si dubita che l’accordo di recesso sia stato redatto in modo da garantire la reciprocità tra l’UE e il Regno Unito sottolineando che la mancata ratifica dell’accordo di recesso da parte della Camera dei comuni e l’incapacità di trovare una maggioranza parlamentare indica chiaramente che l’accordo non riflette adeguatamente gli interessi del Regno Unito, esprimendo così rispetto per l’intenzione dichiarata di Boris Johnson di recedere dall’UE senza un accordo di recesso quale misura di ultima istanza. 

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Si sostiene, inoltre, che il recesso del Regno Unito non sia solo un vantaggio per il Regno Unito, ma anche per tutti gli Stati membri, dal momento che rende chiaro il fatto che l’adesione all’UE non è inevitabile e che si tratta di una scelta democratica adottata a livello nazionale.

Nelle ultime dichiarazioni contenute nella risoluzione presentata dall’Eurodeputato del partito Alternativa per la Germania, Gunnar Beck, vengono chieste le dimissioni immediate di Michel Barnier, che, in qualità di negoziatore dell’UE per la Brexit, ha causato mesi di incertezza economica e politica dannosa con la sua strategia negoziale intransigente e antagonista.

Nel frattempo – secondo il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli – la posizione dell’Unione non cambierà, ovvero non ci sarà accordo senza back-stop. Nonostante il clima di muro contro muro “l’Unione Europea resta disponibile ad esaminare tutte le proposte alternative che potranno essere presentate dal Regno Unito, anche se – continua Sassoli – il Regno unito non ha prodotto alcuna alternativa credibile da un punto di vista giuridico e operativo. Siamo preoccupati di tutelare gli interessi dei cittadini europei e britannici”. 

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foto Philippe Buissin Copyright: © European Union 2022 – Source : EP

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