13 Settembre 2026
EuropaSardegna

Guerra in Medio Oriente, in aumento i costi energetici: brent a 119 dollari, gas sopra gli 800.

I mercati energetici aprono la settimana sotto shock. L’escalation militare in Medio Oriente si trasferisce immediatamente sulle borse delle materie prime, facendo impennare in poche ore tanto il petrolio quanto il gas naturale a livelli che non si vedevano da anni.

Il greggio Brent per consegna maggio 2026 ha superato quota 119 dollari al barile sull’ICE di Londra, soglia che non veniva toccata dal 17 giugno 2022. Alle 5:30 ora di Mosca (2:30 GMT), il prezzo segnava 119,36 dollari al barile, con un rialzo del 28,77% rispetto alla chiusura precedente. Cinque minuti dopo, il valore si era leggermente ridimensionato a 117,8 dollari, mantenendo comunque un guadagno superiore al 27%.

Il gas europeo torna sopra gli 800 dollari.

Ancora più marcata, in termini simbolici, la fiammata sul mercato del gas naturale europeo. All’apertura delle contrattazioni di lunedì, i futures di aprile sull’hub TTF olandese, il principale riferimento per i prezzi del gas nel Vecchio Continente, hanno superato gli 820 dollari per mille metri cubi, pari a circa 68,6 euro per megawattora. È la prima volta che il gas torna oltre quella soglia da gennaio 2023.

La doppia impennata di petrolio e gas in una sola mattinata riflette le crescenti preoccupazioni degli operatori finanziari sull’impatto del conflitto israelo-iraniano sulle forniture energetiche regionali. Con il Medio Oriente in fiamme e nessuna prospettiva immediata di de-escalation, i mercati si preparano a una fase prolungata di alta volatilità.

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