12 Ottobre 2026
Europa

Guerra in Iran, il FMI avverte: “Petrolio e gas potrebbero raddoppiare o triplicare”

Se il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran dovesse prolungarsi e produrre le conseguenze economiche più gravi, i prezzi del petrolio potrebbero aumentare del 100% e quelli del gas del 200% nel biennio 2026-2027. È quanto prevede il Fondo Monetario Internazionale nel suo ultimo rapporto World Economic Outlook, che per la prima volta incorpora nelle proiezioni le ricadute della guerra in corso.

Nel merito il FMI ha costruito tre scenari distinti a seconda dell’evoluzione del conflitto.

Nello scenario più favorevole, la guerra resta limitata per durata, intensità e scala, con effetti economici negativi destinati a dissolversi entro la metà dell’anno. In questo caso, i prezzi dell’energia aumenterebbero del 19% nel 2026, con il petrolio in rialzo del 21,4% a circa 82 dollari al barile quest’anno e 76 dollari il prossimo.

Nello scenario avverso, i prezzi del greggio salirebbero dell’80% a partire dal secondo trimestre del 2026 rispetto alla base di riferimento fissata a gennaio, per poi ridimensionarsi a un +20% nel 2027 e rientrare nel 2028. In termini assoluti, ciò si tradurrebbe in una media di circa 100 dollari al barile quest’anno e 75 dollari il prossimo. I prezzi del gas per Europa e Asia crescerebbero del 160% nel secondo trimestre, per poi calare significativamente nel corso del 2027.

Nello scenario più grave, lo shock sui prezzi delle materie prime sarebbe più severo e persistente. Il petrolio raggiungerebbe un rincaro del 100% dal secondo trimestre del 2026, mantenendosi su quei livelli per tutto il 2027 prima di rientrare nel 2028. Le stime del FMI parlano di una media di circa 110 dollari al barile nel 2026 e 125 dollari nel 2027. In parallelo, i prezzi del gas per Europa e Asia schizzerebbero del 200% nello stesso arco temporale.

foto Sylvain Thomas European Union, 2012 Copyright Source: EC – Audiovisual Service