8 Maggio 2026
Sardegna

Guerra in Iran, conto salato per il cibo italiano: a rischio 2 miliardi di export

La guerra in Iran non brucia solo il Medio Oriente, brucia anche i conti delle aziende agricole italiane. Il blocco delle rotte commerciali nel Golfo sta già causando danni concreti all’export agroalimentare tricolore, mettendo a rischio oltre 2 miliardi di euro di vendite nei mercati mediorientali. A lanciare l’allarme è la Coldiretti, che ha riunito 3mila agricoltori a Palermo, al Teatro Politeama, in una mobilitazione che mescola la rabbia per i danni immediati alla battaglia di lungo corso contro le distorsioni del mercato globale.

I prodotti che soffrono di più sono quelli deperibili. Il florovivaismo è in prima linea: lo stop al traffico marittimo nel Golfo è arrivato nel momento peggiore possibile, nel pieno della campagna floricola. Circa mille container destinati ai Paesi del Medio Oriente sono bloccati. Alcune spedizioni già in mare sono state deviate verso l’India, con il rischio concreto di compromettere la qualità dei prodotti a bordo.

Anche il comparto ortofrutticolo è sotto pressione. Le mele italiane trovano nei mercati mediorientali uno sbocco importante, il 13% del valore dell’export, e il blocco delle rotte arriva in un momento in cui ogni settimana persa si traduce in perdite difficilmente recuperabili.

A peggiorare il quadro, le principali compagnie di navigazione stanno evitando il Canale di Suez, allungando tempi e costi di tutte le rotte. Una scelta comprensibile, ma che si scarica interamente sulle spalle dei produttori.

Non bastassero i danni legati alla guerra, gli agricoltori italiani devono fare i conti anche con l’impennata dei prezzi di gasolio ed energia, alimentata, denuncia la Coldiretti, anche da manovre speculative. La situazione è diventata così grave che ieri l’associazione ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di Finanza contro gli aumenti ingiustificati del gasolio agricolo. Aumenti annunciati anche dai fornitori di materie plastiche per vasi e impianti di irrigazione, mentre cresce la tensione sul fronte dei fertilizzanti.