6 Giugno 2026
Sardegna

GreenItaly 2025: le imprese green affrontano meglio le crisi.

L’Italia si conferma tra le protagoniste europee della transizione ecologica. Secondo il Rapporto GreenItaly 2025, presentato oggi a Roma da Fondazione Symbola, Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, 578.450 imprese extra-agricole hanno investito negli ultimi sei anni in innovazione sostenibile, efficienza energetica e tecnologie pulite.
Un dato che corrisponde al 38,7% del totale delle aziende italiane, segno che la sostenibilità è ormai parte integrante della strategia industriale nazionale.

Sul fronte occupazionale, il Paese conta 3,3 milioni di green jobs, pari al 13,8% del totale degli occupati, in crescita del 4,3% rispetto al 2023 (+135 mila unità).

Realacci: “Un’economia a misura d’uomo per vincere le crisi”.

Nel presentare il rapporto, Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, ha sottolineato come l’Italia rappresenti un modello di resilienza economica e innovazione sociale: “I dati del 16° Rapporto GreenItaly confermano la concretezza dell’invito del Presidente Mattarella: fare della transizione verde un motore di competitività. L’Italia può essere protagonista, con l’Europa, alla COP30 di Belém. È un’economia a misura d’uomo, fondata su sostenibilità, innovazione, comunità e territori”.

Realacci ha ricordato come il Paese sia una “superpotenza europea dell’economia circolare”, con un tasso di riciclo totale dei rifiuti del 92,6%, il più alto d’Europa (contro il 60% della media UE). “La burocrazia inutile frena il cambiamento, ma possiamo farcela se mobilitiamo le migliori energie del Paese senza lasciare indietro nessuno — come recita il Manifesto di Assisi”, ha aggiunto Realacci.

Prete: “Il green è un moltiplicatore di valore”.

Per Andrea Prete, presidente di Unioncamere, la transizione ecologica non è più solo una scelta etica o ambientale, ma una vera e propria sfida industriale e competitiva: “Le imprese che investono in tecnologie net-zero, materiali circolari, fotovoltaico e idrogeno non solo riducono le emissioni, ma performano meglio. I nostri studi mostrano che le aziende con brevetti green hanno una produttività superiore del 17% rispetto a quelle con brevetti non sostenibili”.

Prete ha però lanciato un allarme sulla carenza di competenze: “Oltre la metà dei green jobs ricercati è difficile da reperire. Questo frena gli investimenti. La vera sfida non è ‘se’ fare la transizione, ma ‘come’ trasformarla in un fattore di competitività nazionale”.

Italia campione di riciclo e innovazione circolare.

Il Rapporto conferma il primato italiano nel riciclo dei materiali e degli imballaggi: 76,7% di imballaggi riciclati nel 2024, superando con dieci anni di anticipo gli obiettivi UE per il 2030 (fonte: CONAI). Crescono le plastiche biodegradabili e compostabili (+57,8% di riciclo) e le plastiche tradizionali (+50,8%).

Nord-Est e Lombardia trainano la crescita green.

La Lombardia mantiene il primato nazionale con oltre 102 mila imprese eco-investitrici, pari al 17,8% del totale italiano.
Seguono Veneto, Lazio, Campania ed Emilia-Romagna, che insieme concentrano oltre la metà delle imprese green del Paese.
A livello provinciale, Roma e Milano guidano la classifica, seguite da Napoli, Torino e Bari, mentre Bolzano (50,1%), Bologna (47,6%) e Siracusa (46,2%) registrano le migliori performance in rapporto al totale delle imprese locali.

foto Greenpeace