Green Deal ancora sotto accusa, ECR: “Costi elevati e risultati limitati”.
L’efficacia del Green Deal europeo è al centro di un’interrogazione parlamentare che denuncia costi elevati e risultati insufficienti rispetto agli obiettivi climatici e ambientali fissati per il 2030.
Secondo il rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente, Europe’s Environment 2025, solo 2 obiettivi su 22 risultano attualmente “in linea” con i target previsti. Settori chiave come agricoltura e trasporti non avrebbero registrato riduzioni significative delle emissioni dal 2005, mentre persistono criticità sulla qualità dell’aria nelle grandi città, il declino della biodiversità e il limitato progresso nell’economia circolare, cresciuta di appena l’1% in 15 anni.
Le critiche richiamano anche il rapporto 2024 della Corte dei conti europea, che segnala inefficienze, scarsa coordinazione nell’uso dei fondi per la transizione verde e progetti incapaci di generare risultati misurabili. Secondo l’eurodeputato Claudiu-Richard Târziu (ECR), gli Stati membri stanno infatti sostenendo oneri economici rilevanti senza ottenere benefici concreti.
Nella risposta ufficiale, la Commissione europea, rappresentata dalla commissaria Roswall, riconosce l’urgenza di accelerare i progressi, ma difende i risultati già ottenuti. Bruxelles sottolinea che le emissioni di gas serra sono diminuite del 37% dal 1990, mentre “l’economia dell’UE è cresciuta del 70%, e che le morti premature legate all’inquinamento atmosferico si sono quasi dimezzate“.
La Commissione evidenzia inoltre che l’attuazione efficace delle politiche ambientali risulta meno costosa delle conseguenze dell’inazione, come l’aumento delle spese sanitarie. Per colmare i ritardi in ambiti come biodiversità, trasporti ed economia circolare, l’esecutivo europeo conferma il proseguimento delle politiche già avviate, tra cui la legge sul ripristino della natura, il sistema di scambio delle emissioni per edifici e trasporti, una nuova Strategia per la resilienza idrica e una Legge sull’economia circolare prevista per il 2026.
Nel prossimo Quadro finanziario pluriennale, la Commissione propone di destinare il 35% della spesa a clima e ambiente, con l’obiettivo di rafforzare i finanziamenti pubblici e attrarre investimenti privati nelle tecnologie pulite.
Infine, Bruxelles ha annunciato un pacchetto di semplificazioni normative per ridurre gli oneri amministrativi su imprese e Stati membri, mantenendo al contempo elevati standard di tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
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