5 Giugno 2026
PoliticaSardegna

Governance Poll 2025: Alessandra Todde guadagna l’1% e il M5S festeggia come se avesse liberato la Sardegna.

Nel deserto delle rivoluzioni promesse e mai arrivate, il Movimento 5 Stelle Sardegna (e diciamolo, di tutto il Campo largo) trova un’oasi di speranza, seppur minima e fallace: un +1,1% nei sondaggi. Tanto basta, a quanto pare, per giustificare 15 mesi di governo regionale in cui di concreto si è visto ben poco. Anzi, nulla, se non qualche centinaio di milioni regalato alle proprie lobby di riferimento e qualche dichiarazione “visionaria” in conferenza stampa, puntualmente corredata da una pioggia di post celebrativi senza troppo contenuto.

Secondo il Governance Poll 2025 pubblicato da Il Sole 24 Ore e realizzato da Noto Sondaggi, la Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde – prima grillina alla guida dell’Isola – guadagna consensi e arriva al 46,5% di gradimento, superando il già modesto risultato elettorale delle regionali 2024. Ricordiamolo, vinte grazie alla candidatura alle ultime elezioni regionali del “candidato debole” Paolo Truzzu.

Un incremento da far tremare i polsi: +1,1%. Tanto è bastato per far scattare il comunicato trionfale del M5S Sardegna, che parla di “solidità del rapporto con i cittadini” e “riconoscimento del lavoro portato avanti”. Lavoro che, chiariamolo, sfugge ai più, se non altro perché è difficile elencare anche solo una misura concreta partorita dalla Giunta Todde in oltre un anno di legislatura.

Ma tant’è: quando non hai risultati, ti aggrappi ai decimali.

Il dato curioso è che la Presidente viene anche celebrata per essere la governatrice sarda con il maggior incremento di fiducia nel primo anno di mandato. Un record, certo, ma in una competizione con sé stessa. Il precedente, Christian Solinas, aveva fatto peggio con un misero +0,2%.

Eppure, l’entusiasmo del Movimento non conosce freni. Si legge tra le righe del comunicato ufficiale la disperata esigenza di rivendicare un minimo di legittimità politica dopo mesi di immobilismo, incertezze e promesse evaporate. Non sarà una rivoluzione, ma almeno è un titolo.

Todde figura oggi settima tra i 18 presidenti di Regione per crescita di consenso, seconda tra quelli di centrosinistra. Un piazzamento da metà classifica che, per chi predicava il cambiamento epocale, suona più come un pareggio scialbo che come una vittoria da celebrare con i fuochi d’artificio.

E mentre i sardi continuano a fare i conti con le solite criticità – sanità in crisi, infrastrutture carenti, disoccupazione giovanile alle stelle e spopolamento – il M5S brinda a una manciata di punti percentuali. Del resto, quando l’unico obiettivo è giustificare la propria esistenza in vita politica, ogni +0,1 vale come un trionfo.

L’ultima rivoluzione, evidentemente, è quella di essere contenti dello “0,” .