Golob scuote la Slovenia: “Referendum sulla NATO”.
Un’idea che ha colto tutti di sorpresa e ha fatto tremare i palazzi del potere sloveno: il primo ministro Robert Golob ha annunciato l’intenzione di indire un referendum sulla permanenza della Slovenia nella NATO, accendendo un dibattito nazionale – seppur dovuto – ad altissima tensione.
La mossa è arrivata in risposta a una precedente iniziativa del partito di sinistra Levica, alleato di governo, che aveva ottenuto l’approvazione parlamentare per un referendum consultivo sull’aumento delle spese militari fino al 3% del PIL entro il 2030. Golob, che solo il mese scorso aveva firmato a L’Aia il nuovo impegno NATO del 5% entro il 2035, si era opposto alla proposta. La Slovenia, val la pena ricordarlo, è membro della NATO dal 2004, ma oggi spende solo l’1,29% del PIL in difesa, ben al di sotto del precedente obiettivo del 2%.
“Ci sono solo due strade – ha dichiarato Golob –. O restiamo nell’Alleanza e ne accettiamo gli obblighi, oppure usciamo”. Una consultazione sul tema che, seppur non vincolante, potrebbe trasformarsi in una bomba politica per il Paese dove, secondo un recente sondaggio, solo la metà della popolazione sostiene l’adesione alla NATO.
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