Gli Usa rafforzano difese aeree in Medio Oriente in vista di possibili raid contro l’Iran.
Gli Stati Uniti stanno potenziando in modo significativo il proprio scudo aereo e missilistico in Medio Oriente, preparandosi a un’eventuale rappresaglia iraniana nel caso di future azioni militari contro Teheran. Lo riferiscono fonti del Pentagono citate dalla stampa americana.
Secondo funzionari interpellati dal Wall Street Journal, il Dipartimento della Difesa sta dispiegando una batteria aggiuntiva del sistema Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) e ulteriori unità Patriot nei Paesi dove sono presenti forze statunitensi, tra cui Giordania, Kuwait, Bahrein, Arabia Saudita e Qatar.
I sistemi THAAD sono progettati per intercettare missili balistici ad alta quota, mentre i Patriot sono destinati alla difesa da minacce a corto raggio e a bassa altitudine. Poiché gli Stati Uniti dispongono di un numero limitato di batterie THAAD operative a livello globale, il nuovo dispiegamento è considerato particolarmente rilevante dagli analisti della difesa, anche per l’imponente sforzo logistico e di personale necessario al loro trasferimento.
Timori di una reazione iraniana su larga scala.
Il presidente Donald Trump non ha ancora annunciato decisioni su un’azione militare contro l’Iran. Tuttavia, secondo le stesse fonti, Washington potrebbe effettuare attacchi mirati con le forze già presenti nell’area; un’operazione più ampia, però, rischierebbe di provocare una risposta iraniana di maggiore intensità, rendendo indispensabile un rafforzamento delle difese a protezione dei militari americani e dei partner regionali, a partire da Israele.
Anche la Marina statunitense ha aumentato la propria presenza: diversi cacciatorpediniere dotati di missili guidati, capaci di intercettare droni e vettori balistici, operano vicino allo Stretto di Hormuz, nel Mare Arabico settentrionale, nel Mar Rosso e nel Mediterraneo orientale. Parallelamente, sono stati avvicinati alla regione squadroni di caccia F-15E schierati in Giordania e velivoli F-35 transitati di recente dall’Europa, oltre ad aerei per la guerra elettronica.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), responsabile delle operazioni nell’area, ha rifiutato di commentare i dettagli degli attuali schieramenti.
Le cautele dei Paesi del Golfo.
Alcuni governi della regione hanno preso le distanze da un possibile attacco americano. Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato di non voler consentire l’uso dei propri territori o spazi aerei per operazioni contro l’Iran. Allo stesso tempo, Riad sta rafforzando le proprie capacità difensive con l’acquisto di diversi sistemi THAAD, parte dei quali già consegnati.
A gennaio il Pentagono ha annunciato la creazione, proprio ad Al Udeid, di una cellula di coordinamento per migliorare l’integrazione tra le difese aeree dei partner del Golfo e quelle statunitensi. Parallelamente, il Dipartimento della Difesa e l’azienda Lockheed Martin hanno avviato accordi per aumentare la produzione di intercettori THAAD e Patriot: un potenziamento destinato soprattutto al medio periodo, con effetti limitati in caso di ostilità imminenti.
foto defense.gov, U.S. Army photo by Pfc, Josefina Garcia)
