Gli USA completano il terzo round di attacchi contro l’Iran
Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver portato a termine il terzo round di attacchi militari contro l’Iran nel corso della settimana, in risposta a un nuovo attacco iraniano contro una nave commerciale nello Stretto di Hormuz.
“Nel corso di tre notti di attacchi questa settimana, il CENTCOM ha colpito oltre 300 obiettivi su ordine del Comandante in Capo, allo scopo di ridurre la capacità dell’Iran di colpire liberamente marinai civili e navi commerciali in transito nello stretto”, si legge nel comunicato del CENTCOM.
Il traffico commerciale, ha precisato il Comando, continua comunque a transitare nello Stretto di Hormuz nonostante le operazioni militari.
Dall’inizio di maggio, le forze statunitensi hanno contribuito a garantire il transito di oltre 800 navi commerciali, per un carico complessivo di 400 milioni di barili di petrolio greggio, attraverso lo strategico corridoio marittimo, secondo i dati del CENTCOM.
Gli ultimi raid fanno seguito a un attacco che, secondo Washington, sarebbe stato condotto dai Guardiani della Rivoluzione islamica (IRGC) contro la nave da carico M/V GFS Galaxy nello Stretto di Hormuz.
Secondo la versione statunitense, l’imbarcazione sarebbe stata colpita da un missile, con un membro dell’equipaggio civile risultato disperso e danni ingenti. L’IRGC, dal canto suo, ha sostenuto di aver sparato soltanto un “colpo di avvertimento” dopo che la nave non aveva cambiato rotta. Teheran ha successivamente annunciato la chiusura dello stretto “fino a nuovo ordine”, dopo il fallimento dei tentativi diplomatici a Mascate per allentare le tensioni.
Molteplici esplosioni segnalate nel sud dell’Iran.
Numerose esplosioni sono state segnalate nel sud dell’Iran nelle prime ore di domenica, in concomitanza con nuovi attacchi lanciati dagli Stati Uniti, secondo quanto riportato dai media iraniani.
La televisione di Stato ha riferito di tre esplosioni a Bandar Abbas, due a Sirik, due nei pressi di Chabahar e oltre dieci a Jask, nella provincia di Hormozgan. Sono state segnalate esplosioni anche ad Asaluyeh e Bandar Dayyer, mentre un raid aereo ha colpito una caserma militare nel sud della provincia di Bushehr.
Un’esplosione è stata riportata anche nel villaggio di Shah Abdollah, nell’estremo sud della provincia del Khuzestan, senza vittime.
L’agenzia Mehr, citando un funzionario provinciale del Khuzestan, ha successivamente riferito che le città di Hendijan, Mahshahr e Abadan sarebbero state colpite da attacchi nemici, aggiungendo che boati sarebbero stati uditi anche sull’isola di Qeshm.
Il Pakistan invita alla moderazione e al dialogo di fronte alle nuove ostilità tra USA e Iran.
Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha avuto domenica un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, discutendo degli ultimi sviluppi regionali nel contesto delle nuove ostilità tra Washington e Teheran.
Nel corso della telefonata, Dar ha esortato le “parti” a de-escalare la crisi e a esercitare moderazione, in linea con quanto concordato nel Memorandum d’intesa di Islamabad dello scorso giugno, secondo quanto riferito da una nota del ministero degli Esteri pakistano.
Il colloquio è avvenuto dopo un nuovo scambio di attacchi e contrattacchi tra Stati Uniti e Iran, scatenato dall’apertura del fuoco delle forze iraniane contro una nave in transito nello Stretto di Hormuz e dal conseguente annuncio della chiusura dello stretto nel corso della settimana.
I due capi della diplomazia hanno scambiato opinioni sull’evoluzione della situazione regionale, con Dar che ha sottolineato come il dialogo e la diplomazia restino l’unica via percorribile per risolvere le controversie e raggiungere una pace e una stabilità durature nella regione, si legge ancora nella nota.
Il ministro pakistano ha ribadito la disponibilità del proprio Paese a continuare a svolgere un ruolo “costruttivo” nella promozione e nel mantenimento della pace e della stabilità regionale.
foto Navy
