7 Giugno 2026
Europa

Gli Stati Uniti valutano l’ampiamento della presenza nucleare in Europa

Gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di ampliare la propria presenza nucleare in Europa attraverso il dispiegamento di velivoli a doppia capacità (Dual-Capable Aircraft, DCA) in ulteriori Paesi membri della NATO. Lo riferisce il Financial Times, citando fonti informate sui colloqui attualmente in corso all’interno dell’Alleanza Atlantica.

Secondo le indiscrezioni, Washington avrebbe manifestato la disponibilità a consentire a un numero maggiore di alleati europei di ospitare velivoli in grado di trasportare armamenti nucleari statunitensi. Discussioni che, se confermate, rappresenterebbero un segnale politico volto a rassicurare gli alleati sulla solidità delle garanzie di sicurezza offerte dagli Stati Uniti.

L’iniziativa si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione in Europa riguardo al futuro dell’impegno militare americano sul continente sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump. Diverse capitali europee temono infatti una progressiva riduzione della presenza statunitense e un conseguente indebolimento del cosiddetto “ombrello nucleare” garantito da Washington.

Attualmente il programma NATO di condivisione nucleare coinvolge Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Turchia e Regno Unito, che possono ospitare velivoli predisposti per l’impiego di ordigni nucleari statunitensi. Negli ultimi anni, diversi Paesi del fianco orientale dell’Alleanza, tra cui la Polonia e gli Stati baltici, hanno espresso interesse ad aderire al programma.

Secondo il Financial Times, non sarebbe tuttavia imminente alcun accordo formale per l’estensione del sistema. Una fonte anonima ha spiegato che l’obiettivo delle discussioni è soprattutto quello di dimostrare la continuità dell’impegno americano nella deterrenza nucleare della NATO, pur chiedendo agli alleati europei di assumersi maggiori responsabilità sul piano della difesa convenzionale..

Il dibattito emerge inoltre in una fase di tensione all’interno dell’Alleanza. In precedenza, gli Stati Uniti avevano annunciato l’intenzione di ritirare circa 5.000 militari dal contingente di 38.000 soldati stanziato in Germania e di cancellare una prevista rotazione di ulteriori 4.000 soldati in Polonia. Decisioni assunte senza un preventivo coordinamento con la NATO e che, secondo diversi osservatori, hanno alimentato dubbi e incertezze tra gli alleati europei.

(U.S. Navy foto Mass Communication Specialist 2nd Class Hannah Kantner)