Gli Stati Uniti sono senza via d’uscita sull’Iran
Washington si trova in una trappola strategica. Secondo un’analisi pubblicata da The Economist, gli Stati Uniti hanno quattro possibili strade da percorrere nel conflitto con l’Iran, ma nessuna di esse si presenta favorevole.
“È ormai chiaro a quasi tutti che l’America è entrata in questa guerra con una strategia difettosa”, scrive la rivista britannica, indicando come errore originale la mancata previsione della chiusura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran. Con il conflitto ormai alla quarta settimana, Trump si troverebbe di fronte a quattro scenari: trattare, ritirarsi, proseguire o intensificare le operazioni. “Se non ha ancora scelto, è perché nessuna di queste opzioni è buona”, sentenzia il settimanale.
Negoziare appare la strada più tortuosa: in due occasioni precedenti gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi sull’Iran mentre i canali diplomatici erano ancora aperti. A ciò si aggiungono le difficoltà nel trovare un mediatore credibile e le posizioni massimaliste di entrambe le parti, che rendono qualsiasi intesa quanto mai lontana.
Uscire dal conflitto dichiarando vittoria non risolverebbe il nodo centrale: gli arsenali iraniani di uranio arricchito rimarrebbero intatti, i prezzi dell’energia non scenderebbero nell’immediato e il controllo dello Stretto di Hormuz resterebbe saldamente nelle mani di Teheran. Washington rischierebbe inoltre di compromettere i rapporti con i propri alleati nel Golfo Persico, abdicando al ruolo di garante della sicurezza dei flussi petroliferi regionali.
Continuare le operazioni militari non offre garanzie di successo: anche alle corde, l’Iran conserverebbe la capacità di colpire i Paesi vicini e di bloccare lo Stretto, arteria vitale per il transito globale degli idrocarburi.
L’escalation del conflitto, infine, implicherebbe quasi inevitabilmente una qualche forma di operazione di terra, con tutti i rischi che ne conseguono, e potrebbe scatenare nuovi attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche dei Paesi limitrofi.
Un quadro, quello dipinto da The Economist, che fotografa un’amministrazione americana intrappolata nelle conseguenze di scelte iniziali rivelatesi fallaci, in cerca di una via d’uscita che al momento non sembra esistere.
foto thewhitehouse.gov
