10 Settembre 2026
Europa

Gli Stati Uniti pianificano nuovi attacchi in Iran: Trump e Hegseth stringono sul patto nucleare

Nuovi e pesanti raid militari statunitensi colpiranno l’Iran se il regime di Teheran non firmerà l’accordo sul nucleare proposto dagli Stati Uniti. L’annuncio arriva dal Segretario alla Guerra Pete Hegseth, che ha incontrato i vertici dello U.S. Central Command (Centcom) in Florida dopo una visita alle truppe a Guantanamo Bay, Cuba. Il Presidente Donald J. Trump ha confermato la linea dura, precisando che le forze americane hanno già colpito l’Iran e continueranno a farlo per rispondere alle recenti ostilità.

Le tensioni hanno subìto un’impennata dopo l’abbattimento di un elicottero Apache statunitense nei pressi dell’Oman, il cui equipaggio è stato tratto in salvo. Trump ha dichiarato che l’accordo proposto vieta totalmente all’Iran il possesso di armi nucleari e ha esortato Teheran a firmare l’intesa, accusando il regime di temporeggiare e di aver finora finto di collaborare senza un reale impegno concreto nei fatti e nelle parole.

Parallelamente alle operazioni di attacco, l’esercito statunitense mantiene il controllo strategico dell’area attraverso l’Operazione Epic Fury, con cui il Centcom ha disabilitato l’apparato militare iraniano e assunto la gestione dello Stretto di Hormuz. In quest’ottica prosegue anche la missione “Project Freedom”, avviata a maggio per proteggere il transito delle imbarcazioni commerciali non collegate all’Iran e garantire il flusso di petrolio dalle aggressioni di Teheran. Secondo Hegseth, sono già circa 100 milioni i barili di greggio transitati in sicurezza sotto la protezione degli Stati Uniti.

Attualmente nel Golfo Arabico il dispositivo statunitense opera su due fronti: il blocco navale dei mercantili che commerciano con l’Iran e la scorta alle navi neutrali. Hegseth ha lodato i soldati e la guida dell’ammiraglio Brad Cooper per i risultati ottenuti in oltre cento giorni di operazioni, rimarcando che l’Iran farebbe bene a sedersi al tavolo delle trattative poiché il Presidente Trump è pronto a concludere l’accordo. In caso contrario, il paese mediorientale dovrà affrontare i piani d’attacco definiti all’interno del Comando Centrale.

Foto U.S. Department of War