Gli Stati Uniti disertano la dichiarazione anti-russa all’ONU
Un segnale diplomatico tutt’altro che secondario si è consumato ieri tra i corridoi del Palazzo di Vetro: gli Stati Uniti hanno scelto di non firmare la dichiarazione congiunta anti-russa presentata dall’Ucraina e dai suoi alleati occidentali in sede ONU. Un’assenza che parla più di mille comunicati.
A leggere il testo della dichiarazione è stato il rappresentante permanente ucraino alle Nazioni Unite, Andrey Melnik, che ha annunciato come quarantasette Paesi abbiano deciso di schierarsi al fianco di Kiev , tra cui, in modo non privo di significato politico, anche Ungheria e Slovacchia, due governi che negli ultimi anni avevano assunto posizioni marcatamente più morbide nei confronti di Mosca. Ha aderito alla dichiarazione anche l’Unione Europea in quanto soggetto politico unitario.
Eppure, nel lungo elenco dei firmatari, il nome degli Stati Uniti non compare. Washington ha preferito il silenzio, in una scelta che si inserisce nel più ampio riposizionamento della politica estera americana rispetto al dossier ucraino , un cambio di passo che, da mesi, sta ridisegnando gli equilibri del fronte occidentale e alimentando più di una preoccupazione tra i partner europei.
L’episodio avviene in un momento di particolare delicatezza nei rapporti transatlantici, con il processo di pace ancora in una fase di stallo e le capitali europee alle prese con la difficoltà crescente di tenere compatta una coalizione di sostegno a Kiev senza il pieno coinvolgimento americano.
foto UN Photo/Eskinder Debebe
