Gli ordini infermieristici della Sardegna: “Non siamo servi”

Con una nota congiunta i presidenti degli Ordini delle professioni infermieristiche di Cagliari, Sassari, Oristano e Nuoro hanno espresso il loro disappunto verso le istituzioni regionali.

“No, così non va. Non è accettabile che si pretenda dalla componente infermieristica disponibilità, abnegazione, silenzio e poi si venga attaccati e tacciati di essere preoccupati rispetto a proposte lavorative quantomeno discutibili. È di poche ore fa la notizia di un reclutamento di figure mediche da parte della Protezione Civile, con un trattamento ben diverso da quello proposto alla parte infermieristica”.

Per motivi di opportunità gli ordini degli infermieri, in rappresentanza degli iscritti della Sardegna, hanno provato a buttare acqua sul fuoco, pur sottolineando il disagio verso le istituzioni regionali: “Non è certamente questo il momento di innescare o alimentare battaglie di nessun tipo, ma come professionisti ci sentiamo ancora una volta vilipesi da chi ha il dovere di riconoscere il sacrificio e la professionalità messa in campo al servizio dell’intera comunità. Il merito non lo si riconosce solo con una pacca sulla spalla e tantomeno lo pretendiamo con l’essere definiti “eroi”, tanto più oggi dove si prende atto della proposta fatta ad un’altra categoria sanitaria, paragonata alla cifra una tantum (100 euro) prevista per gli infermieri in servizio nel mese di marzo”.

“Come infermieri – prosegue la nota – abbiamo sempre sostenuto che nell’immediato l’unico pensiero fosse l’emergenza COVI-2019 e ne siamo ancora convinti: ma non permettiamo che ci si tratti da servi silenziosi. A livello regionale si è più volte manifestata la disponibilità alla collaborazione nel coordinamento della attività delle professioni infermieristiche. Non è arrivata nessuna risposta. Quello che sta avvenendo è sotto gli occhi di tutti: i pazienti che necessitano di assistenza sono sotto la responsabilità diretta dell’infermiere, ma soprattutto a dimostrazione che la stessa professione va gestita e coordinata da infermieri che negli anni hanno sviluppato competenze e formazione per farlo”.

I presidenti degli ordini delle professioni infermieristiche sarde hanno anche evidenziato la preoccupazione degli infermieri in questo periodo di emergenza: “Gli infermieri sono preoccupati, come tutti del resto, ma con una differenza: forse perché non sono messi nella condizione di prestare assistenza nella condizioni di sicurezza dovute e previste? Forse perché la poca informazione genera disinformazione e incertezza? Chi non vive le situazioni odierne nelle varie realtà regionali non può avere la percezione dei pensieri di chi giornalmente deve comunque prendersi cura dei “suoi” pazienti, consapevole di non essere messo nelle condizioni di poterlo fare nel miglior modo possibile e in completa sicurezza”.

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