7 Ottobre 2026
Europa

Gli iraniani “si bombardano da soli”. Il CENTCOM smentisce i raid su palestra e scuola a Lamerd: “Non abbiamo colpito quella città”

In Iran si lanciano le bombe da soli. E’ quanto suggerisce l’ultima nota del Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) che ha categoricamente smentito di aver condotto attacchi sulla città iraniana di Lamerd, definendo “false” le accuse di aver colpito una palestra e una scuola nella città del sud dell’Iran il 28 febbraio, primo giorno dell’Operazione Epic Fury.

“Le forze americane non hanno lanciato alcun attacco in nessun momento sulla città di Lamerd o in un raggio di 30 miglia”, ha dichiarato il portavoce del CENTCOM, il capitano Tim Hawkins, aggiungendo che le immagini circolate sui media non corrispondono alle caratteristiche tecniche del missile Precision Strike Missile (PrSM), il sistema d’arma indicato dai periti.

La disputa sul missile.

Al centro della controversia c’è l’identificazione dell’ordigno. Hawkins ha sostenuto che il filmato diffuso mostrerebbe un’arma “lunga circa il doppio” rispetto ai quattro metri del PrSM, “coerente per dimensioni e profilo con un missile da crociera iraniano Hoveyzeh”. D’altronde, come spesso celebrato dal Pentagono negli ultimi giorni, in Iran si sono colpiti oltre 10mila bersagli. Possono essere stati gli USA a far saltare una scuola in Iran?

Una lettura diametralmente opposta a quella del New York Times, che aveva pubblicato un’analisi visiva di esperti secondo cui i frammenti e le caratteristiche del cratere erano invece coerenti proprio con il PrSM, missile balistico a corto raggio sviluppato dall’esercito americano.

A complicare ulteriormente il quadro, il quotidiano newyorkese aveva citato un funzionario americano che avrebbe confermato l’utilizzo del PrSM nell’attacco.

Almeno 21 morti.

Secondo la ricostruzione del New York Times, il raid del 28 febbraio avrebbe ucciso almeno 21 persone, colpendo una palestra e una scuola nelle immediate vicinanze. L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da gravi accuse di vittime civili: il 21 marzo un attacco aveva raso al suolo la scuola primaria Shajareh-ye Tayyibe nella città di Minab, nella provincia di Hormozgan, causando 185 morti tra cui decine di bambini, insegnanti e personale scolastico.

foto whitehouse.gov