11 Marzo 2026
Europa

Gli eurodeputati spingono per uno “Schengen militare” contro la minaccia russa

Muovere truppe e mezzi militari rapidamente attraverso l’Europa potrebbe fare la differenza in caso di aggressione: è questo il messaggio lanciato dagli eurodeputati delle commissioni Trasporti e Difesa, che ieri hanno approvato una risoluzione sulla mobilità militare chiedendo un’accelerazione verso un vero e proprio “Schengen militare”.

Secondo il testo adottato, l’Ue deve rimuovere gli ostacoli burocratici e potenziare le infrastrutture strategiche per garantire lo spostamento rapido di forze e equipaggiamenti, considerate cruciali soprattutto per la sicurezza del fianco orientale – in particolare Paesi baltici e Polonia – nel contesto della persistente minaccia russa.

Troppi ostacoli: a volte serve più di un mese per spostare mezzi in Europa.

I deputati riconoscono i progressi degli ultimi anni, ma avvertono che permangono barriere amministrative, finanziarie e infrastrutturali tali da rallentare gravemente i movimenti militari. In alcuni casi, denunciano, servono oltre 30 giorni per trasferire equipaggiamenti attraverso diversi Stati membri.

La risoluzione chiede quindi di aumentare gli investimenti nelle infrastrutture di trasporto, in particolare lungo i quattro corridoi europei dedicati alla mobilità militare; accelerare le autorizzazioni per i movimenti transfrontalieri e adottare soluzioni digitali comuni per ridurre tempi e procedure.

Verso uno “Schengen militare”: task force e sportello digitale unico.

I deputati hanno individuato come obiettivo politico la creazione di una zona europea senza barriere per i movimenti militari, sostenuta da una task force dedicata alla mobilità militare, un coordinatore europeo incaricato di uniformare l’attuazione delle iniziative e una piattaforma digitale unica per il rilascio delle autorizzazioni di attraversamento dei confini per mezzi e materiali militari.

Servono almeno 100 miliardi: il nodo dei finanziamenti.

Gli eurodeputati accolgono positivamente la proposta della Commissione di portare a oltre 17 miliardi di euro il budget per la mobilità militare nel prossimo quadro finanziario pluriennale.

Mettono però in guardia i governi dal rischio di nuovi tagli, ricordando che nella programmazione 2021–2027 il budget fu ridotto del 75% rispetto alla proposta iniziale.

Secondo le stime del Parlamento, per aggiornare i circa 500 punti critici delle infrastrutture europee – come ponti, tunnel e snodi ferroviari – e rendere pienamente operativi i quattro corridoi, sarebbero necessari almeno 100 miliardi di euro. Da qui l’invito alla Commissione a semplificare l’accesso ai fondi destinati ai progetti dual use, utili sia al trasporto civile che militare.

Cooperazione Ue–NATO: mobilità militare prioritaria.

La risoluzione sottolinea che la mobilità militare è un pilastro della cooperazione tra Ue e NATO, essenziale per il rapido dispiegamento delle forze alleate in tempo di pace, crisi o conflitto. Servono, quindi, esercitazioni congiunte regolari e stress test per individuare e rimuovere ostacoli e, ancora, l’Ue deve adottare standard simili a quelli NATO, dove le forze di reazione rapida possono attraversare i confini interni in 3 giorni in tempo di pace e in 24 ore in situazioni di crisi.

Prossimi passi.

La risoluzione non legislativa è stata approvata e ora passerà al voto della plenaria, probabilmente nella sessione di dicembre.

foto Air Force Tech. Sgt. Kaylee Clark