Gli attacchi di Trump stanno unendo l’Europa?
La politica internazionale di Trump sta ripotando gli Stati dell’Ue a ritrovare lo spirito di corpo? Dietro l’azione muscolae del presidente americano si intravede una nuova rinascita per la coesione europea? Domande sulle quali si è interrogato il governatore della California, Gavin Newsom, critico verso l’attuale corso trumpiano, sostenendo che le sue posizioni nei confronti dell’Europa abbiano paradossalmente contribuito a rafforzare la coesione del continente.
Intervenendo a un panel della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Newsom ha affermato che l’atteggiamento dell’amministrazione Trump verso gli alleati europei, dalle minacce relative alla Groenlandia ai dubbi sull’Alleanza Atlantica fino all’imposizione di dazi commerciali, starebbe spingendo i Paesi europei a collaborare più strettamente su questioni strategiche.
“Credo che oggi l’Europa si senta più unita di quanto non lo sia stata da tempo”, ha dichiarato Newsom, accolto da applausi.
Le dichiarazioni del governatore arrivano mentre i partecipanti alla conferenza commentavano l’intervento del segretario di Stato Marco Rubio, che ha adottato un tono più misurato nei rapporti transatlantici, chiedendo un rilancio della cooperazione tra Stati Uniti ed Europa. Un cambio di registro rispetto al discorso tenuto l’anno precedente dal vicepresidente JD Vance, che aveva criticato duramente il continente europeo.
Newsom ha inoltre sostenuto che, contrariamente a quanto affermato da esponenti dell’amministrazione statunitense, la politica estera di Trump avrebbe reso gli Stati Uniti più isolati e meno influenti sulla scena internazionale. A sostegno della sua tesi ha citato recenti accordi commerciali tra alleati storici di Washington e altri Paesi, come l’intesa canadese nel settore dei veicoli elettrici con la Cina.
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