Giovani e lavoro. Solo il 34% è soddisfatto e indipendente.

I giovani del Sud Italia sono più insoddisfatti dei coetanei al Nord, ma allo stesso tempo sono molto dinamici e orientati a mettersi in gioco per favorire un cambiamento positivo del proprio destino. Infatti, se da un lato la soddisfazione nei confronti della propria situazione finanziaria è nettamente inferiore ai giovani del Nord (34% di soddisfatti al Sud rispetto al 47% del Nord e al 44% del Centro), dall’altro, però, i giovani del Sud sono maggiormente disposti a spostarsi in Italia e all’estero pur di migliorare la propria condizione economica. Infatti, il 49% accetterebbe di andare fuori dall’Italia (contro il 40% del Nord e il 44% del Centro), il 21% sarebbe disposto a spostarsi in qualsiasi regione pur di rimanervi, il 15% si sposterebbe solo all’interno della propria regione, mentre solo il 15% non è disposto ad affrontare spostamenti.

Le condizioni per le quali i giovani del Sud accetterebbero una nuova proposta di lavoro sono: la remunerazione con il 33% (37% Nord e Centro), la coerenza con la propria formazione con il 25% (21% Nord e 23% Centro), e la possibilità di conciliare il lavoro e la famiglia con il 24% ( 29 % al Nord e 32% al Centro).
È questo il quadro che emerge dalla base dei dati che ha permesso la realizzazione del RAPPORTO GIOVANI 2017 (RG2017), realizzato dall’Istituto Toniolo con il sostegno di Intesa Sanpaolo e della Fondazione Cariplo. Gli aspetti principali dell’indagine sono raccolti nel volume “La condizione giovanile in Italia – Rapporto Giovani 2017” edito da Il Mulino. Il RG2017 si è basato su un campione di oltre 6172 giovani tra i 19 e i 34 anni.
Il focus sul sud si concentra anche sul processo di transizione all’età adulta; i giovani del Sud, inoltre, dichiarano che sono costretti a ritardare l’uscita da casa dei genitori a causa principalmente della situazione economica (82%) e del lavoro (78%). Queste sono le stesse cause che impediscono loro di affrontare la paternità o la maternità (70% per cause economiche e il 72 % per motivi lavorativi).
I giovani del Sud, inoltre, sono attenti ed interessati al mondo del volontariato, tanto che il 40% dichiara di avere avuto esperienze in tale settore (con risultati del tutto in linea con quelli del Nord e del Centro). Particolare attenzione anche all’esperienza del Servizio Civile con il 28% degli intervistati che ha affermato di avere presentato la domanda di partecipazione (Nord 13%, Centro 17%). Lontano, invece, l’interesse per i movimenti politici, anche se superiore comunque a quello rilevato nel Centro Nord: il 20% dichiara di aderire o avere aderito ad un partito politico (Nord 13%, Centro 14%).
Il presidente della Repubblica rimane un punto di riferimento per il 39% dei giovani del Sud (35% al Nord e 34% al Centro). Percentuale che si abbassa di molto per quanto riguarda la fiducia nei partiti che si attesta al 20% (17% Nord e 18% al Centro per i partiti) per i giovani fra i 19 e i 34 anni. Discorso a parte per le istituzioni locali e per l’Unione Europea per le quali la fiducia aumenta al 30% per quelle comunali, al 27% per quelle regionali e al 35% per la UE.
Dal RG2017 emerge anche come i giovani del Sud mantengano più saldo il proprio orientamento religioso: il 56% degli intervistati riferisce di appartenere alla religione cristiana cattolica contro il 48% Nord e il 46% per il Centro.

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foto Sardegnagol riproduzione riservata.

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