15 Marzo 2026
Sardegna

Giovani italiani sempre meno indipendenti: la maturità economica arriva (forse) dopo i 40 anni

In Italia diventare adulti, nel senso pieno del termine, è un traguardo che si raggiunge sempre più tardi. Lo rivela la ricerca presentata durante l’evento “Yes – Youth Enhancement Score: la bussola per ricostruire la prospettiva dei giovani”, condotta dall’Ufficio Studi della Liuc – Università Cattaneo.

Secondo l’analisi, nel nostro Paese i giovani non riescono a conquistare un’indipendenza economica stabile né a costruire solidi legami al di fuori del nucleo familiare prima dei 40 anni. Una soglia che segna un drammatico divario con il resto d’Europa, dove la transizione all’età adulta – e dunque l’uscita di casa, un reddito autonomo, una vita indipendente – avviene in media tra i 25 e i 30 anni, come in Danimarca, Paesi Bassi e Germania.

Nord Italia più vicino agli standard europei.

Il quadro cambia leggermente osservando le differenze territoriali: i giovani che vivono nel Nord Italia mostrano un indice di autonomia più simile ai coetanei europei, mentre il resto del Paese frena drasticamente la media nazionale.

Giovani ai margini: l’Italia resta il Paese dei Neet.

Il dato forse più allarmante riguarda i Neet, i giovani che non studiano né lavorano. Nel 2023 rappresentavano il 18% della popolazione tra i 15 e i 35 anni, quasi il doppio rispetto alla Germania (10,5%) e numeri lontanissimi da Paesi come i Paesi Bassi (6,3%). Al Sud e nelle Isole quasi un giovane su tre è Neet.

La ricerca segnala poi un divario di genere significativo: tra le donne il tasso di Neet è del 22,3%, contro il 14,5% degli uomini. Una differenza che, però, quasi scompare se si esclude dal conteggio chi svolge attività di cura familiare: 15,7% per le donne, 14,2% per gli uomini. Segno che il lavoro non retribuito pesa ancora in modo schiacciante sulle giovani italiane.

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