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Giovani in Sardegna, la Giunta Todde tra chiacchiere e zero risultati.

A più di un anno dall’insediamento, la Giunta regionale sarda continua a dimostrarsi disinteressata alle reali esigenze dei giovani dell’Isola. Nel frattempo, oltre 220 milioni di euro sono stati letteralmente sprecati in affidamenti diretti alle rispettive lobby del Campo largo sardo (e anche al centrodestra oggi all’opposizione), tra assestamenti e manovre finanziarie.

Per i giovani, diversamente dal dinamismo per l’accaparramento delle risorse finanziarie in Consiglio, continua ad esserci poco: giusto uno “sfigato” piano triennale per le politiche giovanili, battezzato “Partecipo e conto” e qualche azione “copia-incolla” già vista nelle precedenti esperienze di governo.

Lo scorso 9 maggio, giusto a sottolineare la sensibilità del Campo largo vero il problema (ma i giovani sono il futuro) l’assessora alla Pubblica istruzione, Ilaria Portas (esponente di Sardegna Futura), ha incontrato una delegazione di associazioni giovanili e consulte isolane con l’obiettivo dichiarato di “ascoltare le esigenze” e raccogliere “input per le politiche regionali”. A oltre 90 giorni dall’incontro, però, non è arrivato alcun riscontro. Nessuna richiesta di follow-up, nessun segnale dalla Giunta, nonostante fosse stata proposta la condivisione di dossier sulle attività dei giovani per orientare meglio l’azione della Giunta.

Anche in questa occasione, insomma, le dichiarazioni possibiliste dell’a Giunta ‘EsecutivoTodde’, si sono rivelate (ricordando anche certe uscite in campagna elettorale) chiacchiere vuote.

Alessandra Todde, Andrea Abodi, Ilaria Portas, foto facebook/AlessandraTodde
Alessandra Todde, Andrea Abodi, Ilaria Portas, foto facebook/AlessandraTodde

E non va meglio sul fronte della Presidenza: anche la Presidente Alessandra Todde, con un consulente dedicato alle politiche giovanili (e contestualmente allo sviluppo economico), non riesce a portare a casa alcun risultato tangibile. Nel frattempo, il costo dei consulenti di Villa Devoto si aggira attorno ai 120 mila euro l’anno a testa, a fronte di una totale assenza di innovazione.

Il quadro che emerge è quello di una Giunta che non solo replica iniziative vecchie e già bocciate dalle precedenti amministrazioni di centrodestra, ma che fallisce persino nel minimo necessario: la co-programmazione con le realtà giovanili, l‘introduzione di una governance più partecipata per la spendita delle risorse del Fondo nazionale per le Politiche giovanili.

Le politiche per i giovani, quindi, restano ferme al palo, tra progetti “copia-incolla” e annunci sterili, mentre le aspettative di innovazione e sostegno reale vengono puntualmente disattese. Sono lontani i tempi delle “cannonate” da campagna elettorale…