14 Marzo 2026
EuropaPolitica

Giovani in Italia: -9,5% under20 nel 2030. La città della “presidente brava” nella top 4

In Italia, oltre alla morte e alle tasse, resta certa la progressiva perdita di qualità della vita tra i giovani italiani: se da un lato crescono segnali di disagio, soprattutto sul piano psicologico ed educativo, dall’altro si continua a fare poco per sostenere una generazione che si rimbocca le maniche, partecipa al volontariato, si mobilita per l’ambiente e i diritti, e chiede ascolto.

In vista della Giornata Internazionale della Gioventù del 12 agosto, dati e analisi nazionali e internazionali restituiscono un quadro complesso. Secondo le previsioni Istat, entro il 2030 i giovani tra i 10 e i 19 anni diminuiranno del 9,5%, passando da 5,7 a circa 5,1 milioni.

In Italia, oltre 1,3 milioni di minorenni vivono in povertà assoluta, il valore più alto registrato dal 2014. Ma il disagio non è solo materiale: crescono i disturbi psicologici tra gli adolescenti, spesso legati a isolamento sociale, ansia, mancanza di servizi e difficoltà scolastiche.

La crisi educativa è un altro campanello d’allarme: i dati Invalsi 2025 mostrano che solo il 59% degli studenti raggiunge gli obiettivi minimi in italiano al termine del primo ciclo d’istruzione, e appena il 56% in matematica. Nel 2019, le percentuali erano rispettivamente del 65% e 60%.

Nonostante tutto, però, i giovani non si arrendono. Cresce l’attivismo civico e ambientale ma, di parallelamente, i programmi europei (a partire dall’Erasmus+ e dal Corpo europeo di Solidarietà) risultano essere sempre meno accessibili e trasparenti, specialmente per quanto riguarda il processo di valutazione delle proposte progettuali. Un tema, quet’ultimo, che non mancherà a breve di essere discusso al Parlamento europeo, nella speranza che qualcuno/a dalle parti della pessima Commissione Ue, inizi ad adottare seri provvedimenti. Nel 2024,

Le statistiche sperimentali dell’Istat, ancora, delineano una tendenza omogenea in tutta la Penisola: tutte le province italiane mostrano un calo previsto della popolazione 10-19 anni entro il 2030. Alcuni territori, soprattutto nel Mezzogiorno, appaiono particolarmente esposti: Caltanissetta (-18,6%), Enna (-18,1%) e Taranto (-15,8%) guidano la classifica del declino giovanile. Nella top 4, vale la pena ricordarlo ai sardi, c’è anche la città della presidente (“quella brava”), Alessandra Todde, con un poco invidioso -17,2%.

foto Denis Lomme Copyright: © European Union 2025 – Source : EP