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Giovani, il solito copione: Cagliari punta ancora su progetti calati dall’alto.

Come da tradizione, il Comune di Cagliari conferma una linea ormai consolidata: ignorare le buone pratiche già presenti e radicate nel proprio territorio per continuare a investire su collaborazioni esterne dal profilo debole e scarsamente incisivo. Collaborazioni che, al di là di infoday autoreferenziali e ripetitivi sulle politiche giovanili e sulle generiche “opportunità per l’Europa”, faticano a produrre effetti concreti. Nulla di nuovo.

L’attuale amministrazione si muove in evidente continuità con il passato, proseguendo lungo una strada fatta più di retorica che di sostanza. Ne è esempio il persistente finanziamento del Centro Giovani della MEM, una struttura che resta largamente sconosciuta a gran parte delle giovani e dei giovani cagliaritani. A questo si aggiunge, più recentemente, l’iniziativa altrettanto autocelebrativa della Consulta giovanile di Cagliari. Resta aperta una domanda tutt’altro che marginale: la scelta di avviare una nuova collaborazione con l’Eurodesk, come deliberato dalla Giunta comunale, è frutto di una decisione autonoma delle ragazze e dei ragazzi del Consiglio, oppure si tratta dell’ennesima iniziativa calata dall’alto dall’amministrazione comunale? Optare per la seconda opzione è la decisione più ovvia.

Nel frattempo, lo slogan “i giovani sono il futuro e a loro va dato spazio” continua a essere ripetuto. Ma alla luce anche dell’ultima delibera approvata, resta da capire se questa affermazione abbia ancora un significato reale. Qualche assessora, spesso presente a iniziative nate dal basso e portate avanti da chi da anni costruisce buone pratiche in una municipalità che si dimostra ostile e marginalizzante nei loro confronti, avrà ancora il coraggio di presentarsi pubblicamente per ribadire le consuete “due fesserie” sull’impegno del Comune di Cagliari per l’inclusione giovanile? Speriamo di no e speriamo anche che le stesse organizzazioni decidano finalmente di chiudere con gli inviti con questi rappresentanti delle istituzioni che, francamente, hanno proprio “sfinacato i cosiddetti”. Serve aria fresca e pulita in un contesto sociale sempre più difficile per i giovani.

Nella seduta del 28 gennaio 2026, vale la pena ricordarlo anche ai tanti stakeholders sfiduciati, la Giunta Zedda ha approvato l’adesione alla rete Eurodesk, con l’obiettivo dichiarato di offrire un supporto più mirato ai giovani rispetto ai programmi europei su mobilità, formazione, lavoro e volontariato. Servizi parte di uno sportello informativo nell’ambito del servizio “Progetto Giovani Cagliari”, mai erogato con qualità in oltre 4 lustri, senza contare l’opacità del progetto che affonda radici nelle precedenti consiliature.

Delibere, concludendo, che nel loro insieme confermano un’impostazione ormai nota: molta enfasi comunicativa (peraltro sempre di scarso livello), pochi segnali di una reale volontà di investire sulle esperienze già esistenti e sulle pratiche dal basso che, nonostante tutto, continuano a operare in città. Per i giovani del territorio, insomma, bisogna continuare con servizi scadenti e prediche calate dall’alto… e poi ci si lamenta della mala movida e del crescente analfabetismo funzionale dei giovani del territorio.

foto Comune di Cagliari