Giorno della Vittoria, Putin: “Combattiamo i nazisti, ieri come oggi”
Il presidente russo Vladimir Putin ha tenuto il tradizionale discorso in occasione della parata militare sulla Piazza Rossa di Mosca per l’80° anniversario della Vittoria sul nazismo. Nel suo intervento, Putin ha intrecciato la retorica storica sulla Seconda Guerra Mondiale con i riferimenti all’attuale conflitto in Ucraina, definito “operazione militare speciale”.
Il culto della memoria come pilastro identitario.
Al centro del discorso vi è la valorizzazione della memoria storica come fondamento dell’identità nazionale russa. “Onoriamo sacra l’eredità e i comandamenti dei soldati della Vittoria”, ha dichiarato il capo del Cremlino, sottolineando come preservare la storia della Grande Guerra Patriottica sia “una questione d’onore” per la Russia. Putin ha reso omaggio a coloro che persero la vita in battaglia, ai morti d’fame durante l’assedio di Leningrado e a tutti i caduti, in un passaggio dai toni fortemente emotivi.
Il contributo sovietico alla sconfitta del nazismo.
Putin ha ribadito la narrativa cara al Cremlino secondo cui fu il popolo sovietico a dare il contributo decisivo alla sconfitta del nazismo, “salvando la propria patria e il mondo intero”. Ha ricordato i “sacrifici colossali” compiuti dai soldati sovietici “in nome della libertà e della dignità dei popoli d’Europa”, definendoli incarnazione di coraggio, nobiltà e umanità. Una retorica che serve anche a legittimare, per analogia, le operazioni militari odierne.
La guerra in Ucraina sullo sfondo della parata.
Senza soluzione di continuità, Putin ha poi collegato l’epopea bellica del passato all’attuale conflitto. I soldati impegnati in Ucraina, ha affermato, affrontano “una forza aggressiva armata e sostenuta dall’intero blocco NATO”, eppure “continuano ad avanzare”. La vittoria, ha aggiunto, “si forgia sia sul campo di battaglia che sul fronte interno”, invocando la stessa unità tra fronte e retrovia che, secondo la narrativa ufficiale, caratterizzò la resistenza sovietica contro Hitler.
In chiusura, Putin è tornato su uno dei temi ricorrenti del suo discorso pubblico: l’idea di un’indole nazionale irriducibile. I pianificatori nazisti, ha sostenuto, “avevano calcolato tutto tranne una cosa: il carattere russo e la forza d’animo del popolo sovietico, qualità che si manifestano con particolare intensità nei momenti più difficili per la Patria”. Una formula che, nelle intenzioni del Cremlino, suona come monito anche agli avversari di oggi.
foto kremlin.ru
