12 Maggio 2026
Sardegna

Giornata contro la pedofilia: i numeri della Polizia Postale: 224 arresti nel 2025, ma le minacce si evolvono

Duecentoventiquattro arrestati, 1.085 denunciati, 1.039 perquisizioni, 2.876 siti illegali oscurati e resi inaccessibili. Sono i numeri con cui la Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica chiude il bilancio del 2025 nella lotta agli abusi sessuali sui minori nel cyberspazio, presentati oggi in occasione della Giornata Nazionale contro la Pedofilia e la Pedopornografia. I dati, contenuti nel report “Tracce digitali, vittime reali: l’impegno a difesa e protezione dei più piccoli”, fotografano un fenomeno in continua trasformazione, nel quale la tecnologia digitale è diventata lo strumento privilegiato per la commissione di reati tra i più gravi che l’ordinamento conosca.

I 2.623 casi complessivamente trattati nel corso dell’anno rappresentano il perimetro visibile di un sommerso che resta difficile da quantificare. Gli investigatori segnalano come le minacce si avvalgano sempre più spesso di strumenti sofisticati: sistemi di anonimizzazione, ambienti del dark web, applicazioni di messaggistica cifrata e, sempre più, tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, utilizzate per creare e diffondere materiale sessualmente esplicito generato artificialmente, senza che esista una vittima reale identificabile , ma con effetti giuridici e sociali tutt’altro che virtuali.

Adescamento, sextortion, cyberbullismo: i tre fronti aperti.

Tra i fenomeni più insidiosi, l’adescamento online continua a occupare il primo posto per allarme sociale. Nel 2025 sono stati trattati 434 casi di grooming, con un dato particolarmente preoccupante riguardo all’abbassamento dell’età delle vittime: i minori appartenenti alle fasce più giovani sono sempre più spesso nel mirino di predatori che si muovono tra social network, piattaforme di gaming e applicazioni di messaggistica, nascondendosi dietro false identità per costruire relazioni di fiducia prima di passare alla manipolazione.

Sul fronte dell’estorsione sessuale online , la sextortion, nella quale le vittime vengono indotte a condividere immagini intime per poi essere ricattate con la minaccia di diffonderle , i casi trattati nel 2025 sono stati 223, con una concentrazione schiacciante nella fascia degli adolescenti maschi tra i 14 e i 17 anni. Il cyberbullismo, infine, ha fatto registrare 365 casi con vittime minorenni, spesso intersecandosi con gli altri fenomeni in una spirale di violenza digitale che può avere conseguenze psicologiche gravi e durature.

Il progetto C.Y.P.H.E.R.: cento specialisti si formano per combattere i crimini del futuro.

La risposta della Polizia di Stato non si limita all’attività investigativa e repressiva. In parallelo con la pubblicazione dei dati annuali, il Servizio Polizia Postale ha avviato il progetto C.Y.P.H.E.R. , acronimo di “Cybersecurity Youth Protection Hub for Exchange and Resilience” , un programma di formazione avanzata della durata di due settimane attualmente in corso presso il Polo Tuscolano della Polizia di Stato a Roma.

L’iniziativa coinvolge 100 operatori specializzati provenienti dai Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica e dalle Sezioni Operative dislocate su tutto il territorio nazionale, affiancati da delegazioni estere di esperti nel contrasto alla pedopornografia. Il percorso formativo è articolato in moduli dedicati alle tecniche investigative più avanzate: Open Source Intelligence (OSINT), social media intelligence, digital forensics, geo-OSINT e utilizzo del software specialistico Griffeye per l’analisi di materiale digitale. Non manca una componente dedicata all’intelligenza artificiale come strumento investigativo, a rispecchiare la necessità di combattere con armi equivalenti chi la usa a fini criminali.

L’obiettivo dichiarato è costruire una capacità operativa sempre più affinata e aggiornata, capace di tenere il passo con l’evoluzione tecnologica dei fenomeni criminali. In un contesto in cui la rete è ormai uno spazio strutturale della vita quotidiana , e in cui i minori sono tra i suoi utenti più esposti proprio in ragione della familiarità e della fiducia con cui vi si muovono , la formazione degli investigatori non è un investimento accessorio ma una condizione necessaria per l’efficacia dell’intera filiera di contrasto.