Gioggia chiede “più flessibilità” all’Europa. Ma all’Italia serve davvero margine di bilancio o una classe dirigente all’altezza?
Più flessibilità, dunque. È la ricetta che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha messo sul tavolo mercoledì, collegata in video all’evento annuale del quotidiano Il Gazzettino. L’inflazione in crescita, ha spiegato, va affrontata a livello europeo, e per questo scriverà alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen perché il tema approdi all’Ecofin e al Consiglio Ue.
“Abbiamo già evidenziato in sede Ecofin la necessità di tenere conto della maggiore inflazione registrata in questo periodo nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito”, ha detto la premier, aggiungendo che nella lettera si farà notare come anche altri Stati membri si stiano muovendo nella stessa direzione. Il motivo, ha concluso, è l’aumento dei prezzi dell’energia a livello globale: servirebbe “ulteriore flessibilità per sostenere famiglie e imprese”.
Famiglie e imprese: due categorie che fanno sempre un figurone nei comunicati. Ed è qui che la domanda si fa quasi inevitabile. Se Bruxelles concedesse domani qualche decimale in più di deficit, dove finirebbe quel margine? In una strategia organica per governare un Paese complesso, o nell’ennesimo mosaico di micro-interventi, bonus e norme su misura, cuciti per accontentare le lobby di riferimento a ogni variazione di bilancio e a ogni manovra finanziaria? Un tema, vale la pena ricordarlo, che non interessa soltanto il governo nazionale ma le tante realtà regionali italiane, dove puntualmente si bruciano miliardi di euro in interventi utili solo a foraggiare le greppie locali.
Perché la flessibilità è come il carburante: serve a poco se manca chi sa guidare. E un Paese che arranca tra priorità smarrite e interventi a pioggia, privi di una visione d’insieme, forse non ha bisogno solo di più spazio nei conti, ma di una classe dirigente competente, dotata di valori e di una bussola, capace di scegliere dove mettere le risorse invece di spargerle a titolo di cortesia.
Flessibilità, forse, che è diventata anche la parola d’ordine a Bruxelles, dove gli eurodeputati italiani (tra i quali quelli di Fratelli d’Italia) non brillano certamente per interventi ispettivi e proposte di spessore, confermando che la mancanza di capacità politica incide laddove la presidente Meloni chiede flessibilità…
Basterebbe leggere gli atti presentati anche da parte degli epigoni europei di “Gioggia” per capire che il tema, vale la pena ricordarlo, non è la flessibilità, ma la presenza di esponenti politici capaci. E non sembra sia il punto di forza del “Bel Paese”.
foto Governo.it
