10 Agosto 2026
Europa

Germania, la coalizione Merz traballa tra economia in crisi, guerra in Iran e l’AfD che avanza

Il cancelliere Friedrich Merz aveva avvertito che la Germania stava attraversando tempi di profonda insicurezza. Ora rischia di diventarne lui stesso una vittima.

La coalizione tra i conservatori della CDU e i socialdemocratici della SPD scricchiola infatti sotto il peso di una crisi economica che non accenna a risolversi, delle ricadute dei conflitti in Ucraina e in Iran, e di una crescente divergenza politica tra i due partiti di governo. Il verdetto delle urne nel Baden-Württemberg, domenica, ha reso tutto ancora più evidente: i Verdi hanno battuto entrambi i partiti della coalizione, l’AfD ha chiuso al terzo posto con un risultato solido, e la SPD ha toccato il peggior risultato dalla Seconda Guerra Mondiale, fermandosi a un umiliante 5,5%.

Merz,però, ha dichiarato che la coalizione reggerà, non per convinzione, ma per necessità: “È l’unica opzione per un governo stabile nel centro politico”, ha detto, riconoscendo implicitamente che la sopravvivenza dell’Esecutivo dipende più dall’assenza di alternative che dalla sua forza.

Un governo diviso su tutto.

Le fratture interne sono profonde. Sul fronte economico, i conservatori spingono per tagli alla spesa sociale, mentre la SPD, che teme di perdere quel che resta della sua base operaia, si oppone. Sul debito pubblico, i socialdemocratici vorrebbero allentare ulteriormente i vincoli costituzionali di spesa, ma Merz ha chiuso la porta: “Approvare ulteriore debito è fuori questione”.

Il tema più esplosivo, però, è la guerra in Iran. Merz ha ribadito il proprio sostegno all’offensiva americana e israeliana: “L’Iran sostiene la Russia, è responsabile del terrore di Hamas, è il centro del terrorismo internazionale e gli americani e gli israeliani lo stanno neutralizzando a modo loro”. Una posizione che la grande maggioranza dei tedeschi non condivide, stando ai sondaggi, e che il vicecancelliere e leader SPD Lars Klingbeil ha pubblicamente contestato: “Lo dico chiaramente: questa non è la nostra guerra”.

L’AfD aspetta, e cresce.

Nel frattempo, l’estrema destra raccoglie i frutti del malcontento. Nel Baden-Württemberg l’AfD ha guadagnato terreno nonostante uno scandalo di nepotismo che avrebbe potuto affossarla. Nei due land dell’ex Germania Est in cui si voterà a settembre, il partito è ampiamente in testa nei sondaggi, trainato anche dall’ostilità popolare verso il sostegno del governo a Kiev.

Il prossimo banco di prova è tra meno di due settimane, in Renania-Palatinato. I sondaggi danno CDU e SPD testa a testa e l’AfD pronta a raddoppiare i propri consensi.

foto https://www.president.gov.ua/