14 Settembre 2026
Politica

Germania, esclusione dei candidati AfD dalle elezioni locali: la polemica arriva all’Eurocamera

La contesa politica sui limiti della democrazia difensiva in Germania varca i confini nazionali e approda alle istituzioni dell’Unione Europea. Al centro dello scontro vi è la decisione delle commissioni elettorali della Bassa Sassonia di ricusare numerose candidature del partito di destra alternativa Alternative für Deutschland (AfD) in vista delle consultazioni amministrative di settembre. L’episodio segue analoghi provvedimenti registrati in Renania-Palatinato e Renania Settentrionale-Vestfalia, riaccendendo il dibattito sulla legittimità delle limitazioni all’elettorato passivo per i rappresentanti della formazione politica tedesca.

Il pasticcio normativo in Bassa Sassonia e l’interrogazione all’UE.

A sollevare formalmente la questione a Bruxelles è stato l’eurodeputato tedesco Alexander Jungbluth, appartenente al gruppo Europa delle Nazioni Sovrane. Nella sua interrogazione scritta indirizzata alla Commissione Europea, il parlamentare ha citato casi specifici di esclusioni che hanno colpito figure di primo piano del partito, tra cui il deputato al Bundestag Martin Sichert, candidato al consiglio di Friesland, e Thorsten Moriße, membro del parlamento statale e aspirante sindaco a Wilhelmshaven, oltre ai candidati sindaci Justin Vogel a Herzberg am Harz e Reinhild Goes a Nörten-Hardenberg.

La particolarità della situazione in Bassa Sassonia risiede nell’applicazione della nuova legge elettorale locale, approvata nell’aprile 2026 dal governo di coalizione composto da Socialdemocratici e Verdi. La normativa stabilisce che, in presenza di dubbi sulla fedeltà di un candidato alla Costituzione, le commissioni elettorali possano tenere conto dei pareri e delle raccomandazioni espressi dall’Ufficio per la protezione della Costituzione e dal Ministero dell’Interno locale, pur in assenza di un formale divieto di legge nei confronti del partito.

Su queste basi, Jungbluth ha chiesto alla Commissione se consideri l’esclusione di rappresentanti politici regolarmente eletti una potenziale violazione dei principi democratici fondamentali dell’Unione Europea. L’eurodeputato ha ipotizzato che l’applicazione delle nuove norme locali costituisca una sorta di messa al bando “dalla porta di servizio”, scavalcando le prerogative della Corte Costituzionale Federale, unico organo competente per l’eventuale incostituzionalità di un partito in Germania. Alla luce di queste premesse, il parlamentare ha sollecitato l’esecutivo comunitario a chiarire se intenda valutare l’apertura di una procedura di infrazione contro la Germania ai sensi dell’Articolo 7 del Trattato sull’Unione Europea per violazione dello Stato di diritto.

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