Gaza, Wafa: “Israele continua a uccidere i civili”.
Almeno 15 palestinesi, tra cui cinque bambini, sono stati uccisi in attacchi aerei israeliani condotti nella Striscia di Gaza a partire dalla mattina di giovedì, nonostante il cessate il fuoco in vigore. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa, citando fonti sanitarie locali.
Secondo le autorità sanitarie palestinesi, i raid avrebbero colpito tende che ospitavano sfollati, abitazioni civili e una scuola in diverse aree della Striscia. Nel quartiere Zeytun di Gaza City, quattro persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite in seguito al bombardamento di un magazzino e di una casa.
Nell’area di Al-Mawasi, a Khan Younis, un attacco con drone contro una tenda ha provocato la morte di quattro palestinesi, tra cui una donna e due fratelli minorenni. Nel campo profughi di Jabalia, una persona è stata uccisa e otto, compresi alcuni bambini, sono rimaste ferite quando una scuola che dava rifugio a sfollati è stata colpita.
Altre vittime sono state segnalate anche a Beit Lahia, Deir al-Balah e nel campo profughi di Bureij, dove gli attacchi avrebbero preso di mira tende e abitazioni. L’aviazione israeliana ha inoltre effettuato intensi bombardamenti nel nord-ovest di Gaza City e nelle zone orientali di Khan Younis. In alcune aree sono stati diffusi avvisi di evacuazione, provocando panico e nuovi spostamenti della popolazione.
Il Ministero della Sanità di Gaza ha dichiarato che, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre, le violazioni israeliane sarebbero proseguite, causando finora 425 morti e 1.206 feriti.
Il portavoce della Protezione civile di Gaza, Mahmoud Basal, ha denunciato gli attacchi contro civili e rifugi come una “chiara violazione del diritto internazionale”, invitando l’a comunità internazionale’ONU a garantire con urgenza la protezione della popolazione civile.
foto Jaroslav Šmahel da Pixabay.com
