Gaza, Ue: “Peggiora la crisi umanitaria, Israele consenta alle Ong internazionali di operare”.
La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza continua a deteriorarsi gravemente. Con l’arrivo dell’inverno, migliaia di palestinesi restano esposti a piogge intense e al calo delle temperature, spesso senza un riparo sicuro. I bambini continuano a non frequentare la scuola, mentre le strutture sanitarie funzionano a malapena, con personale e attrezzature ridotti al minimo.
È quanto si legge nella dichiarazione congiunta dell’Alto rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas e dei commissari Hadja Lahbib e Dubravka Šuica, intervenuti anche sulla questione della registrazione delle Ong internazionali nei Territori palestinesi.
I firmatari ricordano che, nelle conclusioni del 18 dicembre, il Consiglio europeo ha accolto con favore l’adozione della Risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che prevede l’istituzione di un Consiglio per la pace e di una Forza internazionale temporanea di stabilizzazione, come delineato nel Piano globale per porre fine al conflitto a Gaza. L’Ue ha invitato tutte le parti ad attuare integralmente la risoluzione, nel rispetto del diritto internazionale, impegnandosi a contribuire alla sua realizzazione.
Il Consiglio europeo ha inoltre sottolineato l’urgenza di garantire una consegna rapida, sicura e senza ostacoli degli aiuti umanitari, nonché una loro distribuzione continuativa e su larga scala in tutta la Striscia di Gaza. In questo contesto, Bruxelles ha chiesto a Israele di non applicare, nella sua forma attuale, la legge sulla registrazione delle organizzazioni non governative.
Nella dichiarazione, l’Ue esorta Israele a consentire alle Ong internazionali di operare liberamente e di fornire assistenza salvavita ai civili in difficoltà in Palestina. “Senza il contributo delle Ong internazionali, gli aiuti umanitari non possono essere consegnati nella misura necessaria per prevenire ulteriori perdite di vite umane a Gaza”, si legge nel testo.
Secondo l’Unione europea, per garantire una distribuzione degli aiuti rapida, sicura e adeguata alle necessità, le organizzazioni umanitarie internazionali devono poter operare in modo continuativo e prevedibile. In assenza di tali condizioni, l’assistenza essenziale non riesce a raggiungere chi ne ha più bisogno.
La dichiarazione richiama infine i principi del diritto internazionale umanitario, secondo cui tutte le parti coinvolte in un conflitto hanno l’obbligo di consentire e facilitare il passaggio rapido e senza impedimenti degli aiuti umanitari destinati alla popolazione civile.
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