23 Aprile 2026
Europa

Gaza, strage senza fine: Israele continua a colpire, oltre 30 morti in 24 ore. L’UE tace sul massacro compiuto dal suo “partner democratico”.

Prosegue senza tregua la devastazione nella Striscia di Gaza. Secondo il Ministero della Salute palestinese, nelle ultime 24 ore almeno 37 palestinesi sono stati uccisi dai bombardamenti israeliani, portando il bilancio complessivo delle vittime, dall’inizio dell’escalation nell’ottobre 2023, a oltre 54.418 morti e 124.190 feriti.

Numeri che testimoniano una catastrofe umanitaria senza precedenti, aggravata dal fatto che molti dei feriti rimangono intrappolati sotto le macerie o bloccati nelle strade, inaccessibili ai soccorsi a causa dell’intensità degli attacchi.

Idf, ovvero l’esercito israeliano, che dal 18 marzo ha portato a termine, tristemente con cadenza quotidiana, una vera e propria ondata di attacchi con la giustificazione della mancata accettazione, da parte di Hamas, di una proposta di negoziato. D’altronde, come fidarsi di una tale controparte, poco rispettosa dei diritti umani e del principio di autodeterminazione del popolo palestinese? Nel frattempo, andando oltre la retorica, la popolazione civile di Gaza vive una assurda crisi umanitaria, fatta di stragi, fame e distruzione.

Nel frattempo, l’Unione europea continua a definire Israele un “partner democratico”, nonostante le evidenze quotidiane di un’operazione che appare sempre più come un tentativo sistematico di cancellare una popolazione. Bombe, carestia e assedio: è questo lo scenario che si consuma sotto gli occhi della comunità internazionale, incapace – o non disposta – a fermare una tragedia che rischia di passare alla storia come una delle più gravi del nostro tempo. E a ben poco possono servire i “rimbrotti” dell’Alto rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas.

(Courtesy photo DOD)