11 Agosto 2026
Europa

Gaza, Sipps. “È disumano uccidere bambini”.

“I bambini di Gaza sono tutti nostri figli”. Con queste parole si apre l’appello lanciato dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) intervenuta con forza sul dramma umanitario in corso nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Di fronte a un conflitto che continua a mietere vittime tra i più piccoli, la Sipps condanna con decisione l’uccisione indiscriminata di civili, in particolare dei bambini, e chiede il rispetto dei più basilari diritti umani.

“L’uccisione di oltre 15.000 bambini non può avere alcuna giustificazione – dichiara il presidente della Sipps, Giuseppe Di Mauro –. Pur condannando fermamente gli atti terroristici di Hamas, non possiamo ignorare che, dalla fine del 2023, la risposta militare israeliana ha avuto conseguenze devastanti per la popolazione infantile. La Convenzione di Ginevra è chiara: ospedali, scuole e luoghi di culto non possono in alcun caso diventare bersagli militari. Eppure, questo accade regolarmente sotto gli occhi del mondo”.

La denuncia si fa ancora più accorata con le parole di Margherita Caroli, consigliera del Direttivo nazionale della Sipps: “Sono stati distrutti ospedali, le scuole non esistono più e gli aiuti alimentari vengono bloccati. La fame è diventata una forma silenziosa e subdola di morte. Non possiamo tacere davanti alle immagini di bambini uccisi dalle bombe, colpiti alla testa, mutilati, privati delle cure mediche e del cibo necessario a sopravvivere. Ogni bambino morto è un pezzo dell’umanità che muore”.

A questo dramma si aggiunge, secondo la Sipps, la preoccupazione per il destino di medici e operatori sanitari rimasti a Gaza. Di Mauro ricorda il caso del dottor Hussam Abu Safiya, pediatra e direttore di un ospedale, “rimasto a curare i piccoli pazienti nonostante la possibilità di fuggire e la morte del proprio figlio. È stato catturato con l’inganno, accusato di terrorismo e da allora scomparso in una prigione israeliana non identificata. Curare bambini non è terrorismo – ribadisce Di Mauro – e chiediamo l’immediata liberazione di tutti i medici e paramedici detenuti”.

L’appello della Sipps si conclude con un monito universale, affidato ancora a Caroli: “Ogni bambino ha diritto alla vita, alle cure e all’istruzione. È inaccettabile che le guerre degli adulti ricadano sui più piccoli. Serve un impegno collettivo per impedire che la violenza cancelli il futuro di intere generazioni”.

foto hosny salah da Pixabay.com