Gaza: Israele apre il fuoco sulla folla in attesa degli aiuti umanitari, almeno 27 morti.
“Colpiti mentre aspettavano gli aiuti umanitari”. Così sono stati uccisi dall’IDF, l’esercito israeliano, altri 27 palestinesi a Rafah, nella Striscia di Gaza. Forze “democratiche” (a sentire gli americani dell’Amministrazione Trump) che avrebbero aperto il fuoco sulla folla in attesa di cibo nella zona di Al-Shakoush, a nord di Rafah, nel sud dell’enclave palestinese.
Secondo fonti mediche locali, il bilancio complessivo delle vittime nella Striscia di Gaza, con quest’ultima carneficina, è salito ad almeno 60 morti solo nelle ultime ore.
La distribuzione degli aiuti si è trasformata – diversamente dalle narrazioni di Tel Aviv e Washingtong DC – ancora una volta in un momento di morte e disperazione. A morire, dunque, non sono i terroristi di Hamas nella Striscia di Gaza, ma civili inermi. Una dinamica, contrariamente a qualche dichiarazione rilasciata da una celebre senatrice a vita, che certifica l’operazione di pulizia etnica nella Striscia di Gaza.
Nessun commento ufficiale è ancora arrivato da parte delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) sull’episodio di Rafah. Ma la notizia, oltre a suscitare l’indignazione tra le ONG presenti sul territorio, difficilmente porterà a qualche reazione muscolare della Comunità internazionale verso il Governo di Tel Aviv. I poveri palestinesi, insomma, possono e devono continuare a morire come mosche.
foto di hosny salah da Pixabay.com
