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Gaza, nuove violazioni della tregua: almeno otto palestinesi uccisi, l’Onu accusa Israele anche a Gerusalemme Est.

Nuove violazioni della tregua nella Striscia di Gaza e crescenti tensioni anche a Gerusalemme Est. Almeno otto palestinesi, tra cui un bambino, sono stati uccisi giovedì in attacchi israeliani condotti con raid aerei e colpi d’arma da fuoco in diverse aree dell’enclave, nonostante il cessate il fuoco in vigore dallo scorso 10 ottobre. Lo riferiscono fonti mediche locali.

Secondo quanto riportato, aerei da guerra israeliani hanno colpito con due missili un’abitazione nella città centrale di Deir al-Balah, causando la morte di cinque persone, incluso un minore. Numerosi feriti sono stati trasportati all’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa e il bilancio delle vittime potrebbe ulteriormente aggravarsi. L’area colpita, riferiscono fonti sul posto, si trova al di fuori delle zone sotto controllo israeliano previste dagli accordi di tregua.

Nella stessa città, altre due persone sono state uccise dopo che le forze israeliane hanno preso di mira il cortile di una casa. A Rafah, nel sud della Striscia, i soccorritori hanno recuperato il corpo di un uomo palestinese nella zona di Al-Alam, nell’area di Mawasi: sul cadavere erano visibili ferite da arma da fuoco.

Gli attacchi sono avvenuti poco dopo il ferimento di una bambina palestinese a Jabalia, nel nord di Gaza, in un’area da cui l’esercito israeliano si era ritirato in base agli accordi di cessate il fuoco. Fonti locali segnalano inoltre bombardamenti di artiglieria e nuovi raid aerei in varie parti della Striscia.

Nonostante la tregua, le forze israeliane continuano a controllare le zone cuscinetto meridionali ed orientali e ampie porzioni del nord di Gaza, mantenendo di fatto il controllo su circa il 50% del territorio.

Le autorità palestinesi, dal canto loro, accusano Israele di ripetute violazioni dell’accordo del 10 ottobre, che aveva posto fine a un conflitto durato oltre un anno e che, secondo i dati locali, ha causato più di 71.400 morti e oltre 171.300 feriti dal mese di ottobre 2023. Dall’entrata in vigore della tregua, sarebbero almeno 451 i palestinesi uccisi e più di 1.200 i feriti.

Parallelamente, Israele continua a non riaprire i valichi della Striscia, nonostante una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu adottata nel novembre 2025 che chiedeva un cessate il fuoco permanente, l’ingresso senza ostacoli degli aiuti umanitari e l’avvio della ricostruzione.

Sul fronte diplomatico, il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha duramente condannato le azioni israeliane a Gerusalemme Est occupata, definendo “illegale” l’ingresso delle forze israeliane in una struttura dell’UNRWA, l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, e la chiusura temporanea di un importante centro sanitario.

In una dichiarazione ufficiale, il portavoce dell’Onu Farhan Haq ha riferito che Guterres è “profondamente preoccupato” anche per la decisione delle autorità israeliane di interrompere la fornitura di elettricità e acqua a diverse strutture dell’UNRWA a Gerusalemme Est. Il segretario generale ha ricordato gli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale e della Convenzione sui privilegi e le immunità delle Nazioni Unite, denunciando violazioni dell’inviolabilità delle sedi Onu.

L’Onu ha quindi chiesto al governo israeliano di ripristinare immediatamente l’accesso e le funzioni delle strutture dell’UNRWA, garantendo i servizi essenziali. Le tensioni sono aumentate dopo l’approvazione, da parte della Knesset, di una legge che limita le attività dell’agenzia, provvedimento giustificato da Israele con accuse, respinte dall’Onu, sul coinvolgimento di alcuni dipendenti dell’UNRWA negli eventi del 7 ottobre 2023.

foto https://www.whitehouse.gov/