14 Agosto 2026
Europa

Gaza, l’UE avverte: “Situazione umanitaria catastrofica”.

La crisi umanitaria nella Striscia di Gaza continua a peggiorare, mentre le denunce di una strategia basata sulla fame come arma di guerra alimentano nuove tensioni diplomatiche. Nell’interrogazione presentata dall’eurodeputato João Oliveira, si accusa Israele di proseguire “con impunità” un blocco che ha aggravato una situazione già definita disperata dalle agenzie delle Nazioni Unite.

Secondo i dati della FAO, l’intera popolazione della Striscia si trova almeno nella Fase 3 della classificazione IPC – crisi acuta –, la metà è in Fase 4, ovvero emergenza umanitaria, e circa 470 mila persone, quasi un quarto degli abitanti, sono ormai in Fase 5: livello di carestia. Le condizioni colpiscono in particolare bambini, neonati e lattanti, tra i più esposti alla malnutrizione acuta.

Oliveira ha quindi chiesto alla Commissione quali passi intenda compiere per esercitare pressioni su Israele, garantire l’ingresso degli aiuti umanitari tramite l’UNRWA, la Mezzaluna Rossa e altre agenzie delle Nazioni Unite, e sostenere eventuali azioni di responsabilità internazionale per l’uso della fame come arma bellica, anche dinanzi alla Corte internazionale di giustizia.

In una dichiarazione firmata dall’Alto rappresentante, Kaja Kallas, la Commissione ha ribadito la “profonda preoccupazione” per il collasso umanitario a Gaza e ricordato di aver attivato “una ampia gamma di strumenti europei” per tentare di migliorare le condizioni sul terreno.

Bruxelles ha inoltre sottolineato di aver avviato – con il sostegno della maggioranza degli Stati membri – una revisione sulla conformità di Israele all’articolo 2 dell’Accordo di associazione UE-Israele. La revisione ha concluso che esistono “indicazioni di una possibile violazione” da parte di Tel Aviv. Di conseguenza, la Commissione ha sospeso il sostegno bilaterale a Israele, mantenendo soltanto i programmi rivolti alla società civile e allo Yad Vashem.

Bruxelles ha confermato di voler proseguire nella fornitura “rapida, sicura e senza ostacoli” di assistenza umanitaria, in collaborazione con le agenzie delle Nazioni Unite e con le organizzazioni umanitarie internazionali. Ma, come ricorda l’imbarazzante vicenda della commissaria Hadja Lahbib, l’Ue non vale granché da quelle parti…

foto hosny salah da Pixabay.com