8 Giugno 2026
Europa

Gaza, 2.400 violazioni del cessate il fuoco in sei mesi: i numeri che accusano Israele

Sono 2.400 le violazioni del cessate il fuoco commesse da Israele a Gaza negli ultimi sei mesi. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Ufficio governativo dei media di Gaza, che fotografano un bilancio devastante in termini di vite umane, infrastrutture civili e accesso agli aiuti umanitari.

Il bilancio delle vittime.

Dal ottobre 2025, le operazioni militari israeliane, classificate come attacchi aerei e di terra su aree residenziali civili, uccisione di civili e distruzione di strutture civili, hanno causato la morte di 757 palestinesi, di cui 312 donne, bambini e anziani. I feriti sono 2.111. Se si allarga l’arco temporale all’ottobre 2023, data di inizio del conflitto, il bilancio complessivo sale a 72.336 morti e 172.213 feriti.

Il blocco degli aiuti umanitari.

I dati rivelano una sistematica ostruzione dei soccorsi. Dal ottobre 2025, solo 41.714 camion carichi di aiuti umanitari sono stati autorizzati a entrare nella Striscia di Gaza, appena il 37% dei 110.400 che avrebbero dovuto essere ammessi secondo gli accordi. Quasi due terzi degli aiuti concordati sono stati dunque bloccati, aggravando ulteriormente le condizioni di una popolazione già allo stremo.

Il valico di Rafah: una porta quasi sbarrata.

Ancora più critica la situazione al valico di Rafah, unico punto di passaggio tra Gaza e l’Egitto. Delle 36.800 persone che avrebbero dovuto essere autorizzate al transito, solo 2.703 hanno effettivamente potuto passare: il 7% del totale previsto. Un dato che la dice lunga sul grado di isolamento a cui è sottoposta la popolazione civile di Gaza, di fatto privata di qualsiasi via di fuga.

Un quadro di violazioni sistematiche.

Nel complesso, il rapporto dell’Ufficio governativo dei media di Gaza delinea un pattern di violazioni che va ben oltre gli episodi isolati: attacchi alle zone residenziali, uccisione di civili, demolizione di strutture non militari, blocco del valico di Rafah e impedimento all’ingresso degli aiuti umanitari. Una combinazione che le organizzazioni internazionali denunciano da mesi come una strategia deliberata di pressione sulla popolazione civile, in aperta violazione del diritto internazionale umanitario.

foto Jaroslav Šmahel da Pixabay.com