Garattini: “Pochi investimenti in ricerca, i giovani fanno bene a cercare opportunità all’estero”.
In un Paese che destina risorse limitate alla ricerca scientifica, i giovani ricercatori sono spesso costretti a guardare oltreconfine per costruire il proprio futuro. È il messaggio lanciato da Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, intervenuto all’inaugurazione dell’anno accademico della sede romana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
“L’Italia considera la ricerca una spesa e non un investimento”, ha affermato Garattini, sottolineando che il Paese investe circa la metà della media europea in questo settore e conta un numero di ricercatori per milione di abitanti altrettanto inferiore. Una situazione che, secondo lo scienziato, penalizza in particolare la ricerca indipendente.
Garattini ha evidenziato come una quota rilevante degli studi clinici sia finanziata dall’industria: “L’85% degli studi clinici controllati è pagato da soggetti privati”. Un dato che solleva interrogativi sull’indipendenza scientifica, soprattutto in relazione allo sviluppo dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario: “Come si può costruire un’IA davvero indipendente se i dati di riferimento provengono da fonti con potenziali conflitti di interesse?”, ha osservato.
Rivolgendosi agli studenti, il presidente del “Mario Negri” ha invitato a mantenere uno spirito critico e a cercare fonti di informazione autonome: “Non accettate passivamente ciò che vi viene detto. Informatevi, organizzatevi e cercate canali di informazione indipendente”.
Nel suo intervento, Garattini ha anche lanciato un allarme sul futuro del Servizio sanitario nazionale, definito “a rischio per molte ragioni”, tra cui la crescente pressione del mercato. “La medicina è diventata un grande business, e il mercato non ha interesse a ridursi”, ha affermato, ribadendo che la vera sfida non è soltanto allungare la vita, ma estendere gli anni di vita in buona salute.
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