Garante Infanzia, un documento per rimettere limiti chiari agli allontanamenti dei minori.
L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha pubblicato un dettagliato documento intitolato “Prelevamento dei minori, facciamo il punto”, con l’obiettivo di fare chiarezza su una delle tematiche più delicate e controverse del diritto di famiglia: l’allontanamento forzoso dei bambini dalle loro famiglie. Il testo è stato presentato a Roma alla luce di recenti casi molto discussi, come quello della cosiddetta “famiglia nel bosco”, e delle numerose segnalazioni arrivate all’Autorità su situazioni ancora più complesse e problematiche.
Il documento riparte da un principio fondamentale sancito dal Codice civile: l’allontanamento dei minori dalla famiglia deve restare una misura assolutamente eccezionale, adottabile solo quando vi sia un pericolo grave e imminente per la loro salute o in caso di abbandono morale o materiale. La norma di riferimento è l’articolo 403 del Codice civile, che configura la cosiddetta “messa in protezione” come misura cautelare in casi di emergenza.
Tuttavia, osservano gli estensori del testo, nella prassi gli allontanamenti vengono spesso disposti anche in altri contesti, ad esempio nell’ambito di contenziosi tra genitori, senza che ricorrano magistralmente i presupposti di pericolo reale richiesti dalla legge. Un uso più ampio della misura – sottolinea il documento – rischia di violare il diritto fondamentale del minore a crescere nella propria famiglia, tutelato tanto dalla Costituzione italiana quanto da convenzioni internazionali come la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia.
Il testo affronta inoltre questioni pratiche e procedurali spesso trascurate. Ad esempio, il documento ribadisce che in caso di resistenza del minore al trasferimento da casa, qualora non si tratti di un’urgenza ai sensi dell’articolo 403, l’operazione deve essere immediatamente sospesa e riferita al giudice che ha disposto il provvedimento. Tale principio serve a prevenire l’uso arbitrario della forza e a tutelare la libertà personale dei bambini.
Un altro elemento centrale del documento riguarda il diritto del minore all’ascolto. La Carta dei diritti dell’infanzia e l’ordinamento italiano riconoscono la possibilità di far sentire la propria voce nei procedimenti che li coinvolgono: il minore che abbia compiuto dodici anni, e anche quello più giovane quando capace di discernimento, deve essere ascoltato direttamente dal giudice. Gli esperti sottolineano che questa prassi non è sempre rispettata e che l’omissione dell’ascolto richiederebbe motivazioni specifiche e circostanziate.
Il documento non esamina solo le condizioni per l’allontanamento, ma affronta anche le modalità di esecuzione e gli aspetti organizzativi: il trasferimento deve essere gestito dai servizi sociali, con priorità al collocamento presso parenti o famiglie affidatarie, e solo in ultima istanza in strutture residenziali come case-famiglia. L’intervento delle forze dell’ordine – ricordano i garanti – è previsto solo in caso di assoluta emergenza e deve essere condotto in modo non traumatico per il minore.
Il nuovo testo si propone così come un vademecum operativo e normativo per operatori, magistrati, avvocati e servizi sociali, con oltre 18 domande e risposte che chiariscono dubbi frequenti e indicano limiti e garanzie. L’obiettivo dichiarato dall’Autorità è promuovere una cultura dei diritti del minore che privilegi sempre il sostegno alle famiglie e l’intervento educativo piuttosto che la separazione forzata, che resta, secondo il documento, una misura estrema da adottare solo di fronte a rischi reali e documentati.
In un contesto in cui gli allontanamenti continuano a essere oggetto di grande attenzione pubblica e mediatica, il documento della Garante intende spingere verso una maggiore coesione tra norme, prassi giudiziarie e protezione dei diritti dei bambini, evitando logiche punitive o meccaniche che possano tradursi in traumi anziché in protezione.
