G7+ sull’energia ucraina: sostegno unitario a Kiev e condanna degli attacchi russi alle infrastrutture
Riunione virtuale, ma messaggio politico netto. Il G7+ Ukraine Energy Coordination Group ha ribadito ieri, se mai ce ne fosse stato il bisogno, il sostegno alla sicurezza energetica dell’Ucraina e la condanna ai raid russi contro le infrastrutture civili ed energetiche del Paese. Il vertice è stato copresieduto dall’Alta rappresentante dell’UE e vicepresidente della Commissione europea Kaja Kallas e dalla ministra degli Esteri canadese Anita Anand, con la partecipazione della premier ucraina Yuliia Svyrydenko e del commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen.
Nel richiamare le precedenti dichiarazioni dei ministri degli Esteri e dell’Energia del G7, i partecipanti hanno riaffermato il loro “sostegno incrollabile” all’Ucraina nella difesa della sua integrità territoriale, della sovranità e del diritto all’esistenza come Stato indipendente.
Secondo il gruppo, da quasi quattro anni “la Russia colpisce in modo sistematico la rete elettrica ucraina, i gasdotti, le sottostazioni delle centrali nucleari e le fonti rinnovabili, provocando danni crescenti. Milioni di persone – si sottolinea nel comunicato – restano senza riscaldamento, luce e servizi essenziali, con un impatto particolarmente grave sulle fasce più vulnerabili della popolazione”.
Il G7+ ha poi ribadito anche la necessità “urgente” di un cessate il fuoco immediato, completo e incondizionato, come passo verso una pace giusta e duratura. Nel frattempo, l’obiettivo dichiarato è rafforzare la posizione dell’Ucraina attraverso una serie di impegni concreti: aumentare la resilienza del sistema energetico con difese aeree attive e passive per spezzare la spirale del “ripariamo noi, distruggono loro”; garantire capacità di riparazione e ripristino, fornendo attrezzature non disponibili localmente; assicurare forniture sufficienti di gas ed elettricità per l’inverno 2025-2026; colmare il divario finanziario del Fondo di sostegno energetico per l’Ucraina; ampliare il coinvolgimento di Paesi terzi oltre i tradizionali donatori; accelerare le riforme del mercato energetico per renderlo più efficiente e sostenibile; e rafforzare la governance delle imprese statali, facendo tesoro delle lezioni che emergono dalle indagini in corso nel settore.
Particolare enfasi è stata posta sulla lotta alla corruzione. I partecipanti hanno sottolineato la necessità di istituzioni anticorruzione forti e indipendenti, dell’adozione di una strategia nazionale e di un programma statale anticorruzione, nonché di indagini efficaci e complete sui casi emersi. È stata inoltre evidenziata l’importanza di rafforzare ulteriormente l’indipendenza dell’autorità di regolazione dell’energia in Ucraina. Un vero e proprio paradosso considerando che l’Ue foraggia da oltre 3 anni e mezzo un Paese con uno dei più alti tassi di corruzione al mondo, approvando periodicamente la roadmap delle riforme – inclusa la lotta alla corruzione – portate a termine dal Governo ucraino.
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