13 Aprile 2026
Sardegna

Fumo, allarme giovani: oltre il 7% degli under 13 ha già provato il tabacco

In Italia cresce la preoccupazione anche per la diffusione del fumo tra i più giovani. Oltre il 7% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni (7,5%) ha già sperimentato almeno un prodotto a base di tabacco, tra sigarette tradizionali, dispositivi a tabacco riscaldato ed e-cig. La quota sale al 37% nella fascia tra i 14 e i 17 anni, delineando un trend che spesso si consolida nell’età adulta.

In questo contesto si inserisce la campagna “5 euro contro il fumo”, promossa da AIOM, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM, con l’obiettivo di aumentare di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. A circa due mesi dal lancio, sono già state raccolte 35.000 firme, pari al 70% delle 50.000 necessarie per presentare la proposta di legge di iniziativa popolare al Parlamento.

Secondo i promotori, l’aumento dei prezzi rappresenta uno degli strumenti più efficaci per scoraggiare l’avvicinamento dei giovani al fumo, soprattutto considerando la loro minore disponibilità economica. L’iniziativa punta infatti a ridurre il numero complessivo di fumatori nel Paese, dove oggi il 24% degli adulti dichiara di fumare.

Il fenomeno del tabagismo appare inoltre strettamente legato alle condizioni socio-economiche: tra le persone con difficoltà economiche la percentuale di fumatori raggiunge il 36%, contro il 21% di chi non ne dichiara. Un divario che evidenzia come il fumo incida maggiormente nelle fasce più vulnerabili della popolazione.

Le evidenze internazionali, sottolineano i promotori, indicano che un aumento significativo del prezzo delle sigarette potrebbe ridurre i consumi fino al 37%. L’obiettivo è rendere il tabacco meno accessibile e meno sostenibile economicamente, incentivando al contempo la cessazione. Chi fuma un pacchetto al giorno, smettendo, potrebbe risparmiare fino a 150 euro al mese, oltre a ottenere benefici rilevanti per la salute.

L’eventuale incremento delle entrate fiscali, aggiungono, potrebbe inoltre contribuire al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, sempre più sotto pressione.

La campagna rappresenta la prima iniziativa di questo tipo promossa direttamente da società scientifiche. Ad oggi ha già raccolto il sostegno di 48 società scientifiche e istituzioni, oltre a 27 associazioni e fondazioni, con l’adesione di numerosi centri di cura.

Il quadro sanitario resta critico: in Italia si stimano circa 93.000 decessi ogni anno legati al consumo di tabacco, principale fattore di rischio oncologico. Il fumo è responsabile del 90% dei tumori polmonari e del 50% di quelli della vescica, oltre a essere associato a patologie cardiovascolari come infarto e ictus e a malattie respiratorie croniche, tra cui enfisema, asma e BPCO.