Frodi IVA: la Corte dei conti europea denuncia la vulnerabilità sistemica per il bilancio UE
La Corte dei conti europea mette in luce gravi lacune nella riscossione dell’IVA che compromettono le entrate nazionali e il bilancio dell’Unione. Secondo la relazione speciale della Corte, nel 2022, il mancato gettito dell’IVA in tutta l’UE ha raggiunto 89 miliardi di euro. Considerando che solo lo 0,3% dell’IVA nazionale contribuisce per il 12% al bilancio comunitario, garantire una riscossione efficace è fondamentale per la stabilità finanziaria europea.
I truffatori sfruttano la frammentazione normativa e la scarsa cooperazione transfrontaliera. Tra le criticità evidenziate dalla Corte: disparità nelle sanzioni, mancanza di norme armonizzate sui rappresentanti fiscali e procedure incoerenti per l’invalidazione dei numeri di identificazione IVA. Anche i ritardi nell’aggiornamento del sistema di scambio di informazioni sull’IVA (VIES) contribuiscono a rendere possibile fino al 20% delle frodi.
Gli strumenti introdotti per combattere gli abusi, come il regime doganale 42 (RD42) e lo sportello unico per le importazioni (IOSS), sono ancora ostacolati da procedure complesse e da controlli incrociati limitati. La Commissione segnala inoltre l’assenza di controlli in loco: l’RD42 non è stato monitorato dal 2006, l’IOSS dal 2021.
In risposta, la Commissione europea ha avviato l’attuazione delle raccomandazioni della Corte. Tra le misure previste, ricorda il commissario Wopke Hoekstra, ci sono l’esclusione automatica di due anni dagli schemi IOSS per gli operatori che non rispettano gli obblighi, la designazione obbligatoria di un rappresentante fiscale per gli operatori di Paesi terzi e il rafforzamento del VIES e delle procedure di invalidazione dei numeri IVA.
Sul fronte delle riforme future, è allo studio inoltre la creazione di un’Autorità doganale dell’UE e di un centro doganale digitale, destinati a raccogliere e analizzare i dati finanziari e logistici prima dell’arrivo delle merci. L’obiettivo è migliorare la cooperazione tra autorità doganali e fiscali, rafforzando così la lotta alle frodi e garantendo maggiore sicurezza per le finanze comunitarie.
foto corte dei conti europea
