13 Maggio 2026
Europa

Frode IVA e dazi doganali: 45 miliardi di euro nel mirino delle reti criminali

Quarantacinque miliardi di euro. È la cifra delle frodi IVA e doganali attualmente sotto indagine da parte della Procura europea (EPPO), pari al 67% delle perdite stimate a carico dei bilanci dell’Unione e degli Stati membri. Un dato che emerge dall’ultimo rapporto annuale dell’istituzione e che ha spinto l’eurodeputata Ana Miguel Pedro a chiedere alla Commissione europea una valutazione strategica approfondita sul fenomeno.

Reti criminali nei porti, banche ombra e traffici illeciti.

Il quadro descritto nel rapporto EPPO è quello di un ecosistema criminale in rapida evoluzione. Le organizzazioni dedite alla frode fiscale hanno consolidato il proprio controllo su segmenti significativi della catena fraudolenta, sfruttando le vulnerabilità delle catene di approvvigionamento globali, i circuiti del sistema bancario ombra e strutture operative infiltrate nei porti europei e nei depositi commerciali.

Le implicazioni vanno ben oltre il danno erariale: queste reti mostrano connessioni dirette con altri traffici illeciti, tra cui il contrabbando di droga e la tratta di esseri umani, configurando un sistema criminale trasversale con ricadute su settori strategici dell’economia europea.

L’eurodeputata Pedro sottolinea come questo scenario si materializzi in un momento particolarmente delicato: quello della negoziazione del prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP), che prevede una maggiore flessibilità nella gestione dei fondi da parte degli Stati membri , una caratteristica che, secondo l’interrogazione, potrebbe amplificare le vulnerabilità strutturali a frodi, corruzione e infiltrazioni criminali.

La domanda posta a Bruxelles è diretta: quale valutazione strategica fa la Commissione del ruolo di queste reti nel ridisegnare l’ecosistema criminale europeo , incluso l’utilizzo di sistemi bancari clandestini, società fantasma, reti logistiche fittizie e strutture di evasione fiscale e riciclaggio , e quali aspetti geopolitici identifica in questo contesto?

L’Esecutivo europeo: “Preoccupazione condivisa, riforme in cantiere”.

A confermare la lentezza della macchina europea, il 5 maggio 2026, è stato il commissario Brunner che ha ricordato quanto l’Ue sia ancora nella fase della ideazione delle politiche di contrasto.

“Sul piano delle misure concrete, Bruxelles annuncia che nel 2026 proporrà un rafforzamento dei mandati di Europol ed Eurojust e una modernizzazione delle norme contro la criminalità organizzata, nell’ambito della strategia ProtectEU per la sicurezza interna europea. È in corso inoltre una revisione dell’architettura antifrode dell’Unione, con l’obiettivo di potenziare la capacità di rilevare e contrastare i crimini che colpiscono il bilancio europeo”, si legge nella risposta di Brunner.

Tra gli strumenti richiamati figurano anche il cosiddetto approccio “follow-the-money“, con l’invito agli Stati membri a recepire rapidamente la direttiva sul recupero e la confisca dei beni, e la futura entrata in operatività della nuova Autorità doganale europea e dell’EU Customs Data Hub, pensati per migliorare l’analisi del rischio e la cooperazione tra le forze dell’ordine.

Un piano articolato, dunque, ma ancora in larga parte proiettato nel futuro. Nel frattempo, i 45 miliardi continuano a scorrere nelle casse delle organizzazioni criminali.

foto Alexis Haulot Copyright: © European Union 2024 – Source : EP