14 Marzo 2026
CulturaEuropaSardegna

Francia, è polemica sul nuovo programma di educazione sessuale obbligatorio

Quest’anno scolastico in Francia è segnato dall’introduzione di un nuovo programma di educazione sessuale, obbligatorio in tutte le scuole pubbliche e private, dalla scuola dell’infanzia alle superiori.

Il programma, noto come EVARS (Éduquer à la Vie Affective et Relationnelle et à la Sexualité), è stato studiato da diverse associazioni e gruppi di genitori, che ne denunciano contenuti considerati scandalosi e inappropriati per l’età dei bambini. Secondo le critiche, il programma non sarebbe una semplice introduzione alla vita emotiva e relazionale, ma promuoverebbe una sessualizzazione precoce, l’esplorazione dell’identità di genere e l’adozione del consenso e del desiderio come unici principi morali da rispettare.

Inoltre, gli oppositori segnalano che il programma obbliga i bambini a parlare della propria intimità e affrontare temi di pubertà e sessualità prima che siano pronti, veicolando stereotipi femministi pro-aborto e critiche verso matrimonio e paternità. EVARS prevede valutazioni con risposte corrette e sbagliate, confermando la natura normativa del percorso educativo e l’intento di normalizzare relazioni sessuali precoci.

Il programma è imposto anche alle scuole private sotto contratto con lo Stato, senza possibilità di esenzione per i genitori, che non hanno diritto di conoscere materiali didattici, contenuti specifici o date delle lezioni. Secondo le associazioni, questa imposizione contrasta con il diritto naturale dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni religiose e filosofiche, come tutelato dal diritto internazionale.

Per questo motivo, l’ECLJ (European Centre for Law and Justice) ha deciso di presentare il caso a un organismo delle Nazioni Unite: il Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, incaricato di far rispettare il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, che obbliga gli Stati a rispettare la libertà dei genitori di scegliere l’educazione dei propri figli.

Già in passato, associazioni francesi come Juristes pour l’Enfance, insieme a centinaia di genitori, avevano fatto ricorso al Conseil d’État per annullare il programma, ma senza successo.

Ora l’ECLJ punta a un intervento internazionale per garantire il rispetto dei diritti dei genitori e dei minori, invitando l’opinione pubblica a sostenere la richiesta tramite una petizione internazionale. Secondo l’associazione, la misura rappresenta un’occasione concreta per spingere il sistema educativo nazionale a rivedere le proprie politiche in materia di educazione sessuale.

Foto di Katrina_S da Pixabay.com