8 Giugno 2026
Europa

Forniture di carburante a Israele: i rapporti con l’ENI e le multinazionali del petrolio.

Le forniture di carburante a Israele tornano al centro del dibattito politico europeo. Un gruppo di eurodeputati della sinistra, dei Verdi e di altri schieramenti ha presentato alla Commissione un’interrogazione sul ruolo delle grandi compagnie petrolifere – tra cui l’ENI S.p.A. – alla luce dei più recenti dati pubblicati da Oil Change International.

Secondo la ricerca, il 54% delle spedizioni di carburante verso Israele nel 2024 sarebbe avvenuto dopo la raccomandazione della Corte internazionale di giustizia del 26 gennaio, che ha richiamato gli Stati all’obbligo di prevenire il genocidio. Nel corso dello stesso anno, ENI avrebbe esportato circa 30.000 tonnellate di greggio proveniente dal Centro Olio Val d’Agri.

Il tema è esploso nuovamente dopo il caso di Taranto, dove lavoratori, sindacati e attivisti hanno denunciato che le spedizioni di greggio continuerebbero ad alimentare la macchina bellica israeliana. A ciò si aggiunge il partenariato di ENI con il gruppo israeliano Delek, inserito nella blacklist delle Nazioni Unite per attività nei territori palestinesi occupati.

Le tre domande rivolte alla Commissione.

Gli eurodeputati chiedono innanzitutto quali strumenti di monitoraggio utilizzi Bruxelles per verificare il rispetto da parte di ENI e degli altri operatori delle norme UE in materia di diritti umani, in particolare nelle operazioni collegate alle forniture a Israele.

Il secondo quesito riguarda l’attuazione della nuova direttiva (UE) 2024/1760, che impone alle imprese una valutazione degli impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente nelle zone di conflitto. Gli interroganti, nel dettaglio, hanno chiesto all’Esecutivo europeo di riferire sulle misure adottate per garantire che le multinazionali del settore oil & gas si conformino a tali obblighi.

Infine, alla luce della revisione dell’articolo 2 dell’accordo UE–Israele sostenuta da vari Stati membri, viene chiesto quali “misure appropriate” — previste dall’articolo 79 dello stesso accordo — la Commissione intenda proporre per assicurare il rispetto dei diritti umani e della Convenzione ONU per la prevenzione e la repressione del genocidio.

foto Maor Winetrob da Pixabay.com