Formazione online in crescita nell’UE: nel 2025 quasi un europeo su tre studia su internet
La pandemia ha accelerato la transizione, ma il cambiamento si è consolidato ben oltre l’emergenza. Nel 2025, il 34,8% degli utenti internet dell’Unione Europea ha seguito un corso online o utilizzato materiali didattici digitali, un dato in crescita di 1,4 punti percentuali rispetto al 33,4% del 2024, e soprattutto un balzo considerevole rispetto al 2019, quando meno di un utente su quattro (21,4%) aveva mai fatto ricorso a queste risorse educative. Lo rilevano i dati Eurostat appena diffusi.
In sei anni, la quota di europei che si formano online è cresciuta di oltre 13 punti percentuali: un cambiamento strutturale nel rapporto tra cittadini e istruzione, che attraversa fasce d’età, professioni e livelli di scolarizzazione diversi.
Chi è in testa e chi è rimasto indietro.
Le differenze tra i Paesi membri restano però abissali. In cima alla classifica si trovano i Paesi Bassi, dove ben il 60,2% degli utenti internet ha utilizzato strumenti di apprendimento online, seguiti dall’Irlanda (59,7%), dalla Finlandia (50,7%) e dalla Svezia (50,6%), tutti Paesi con sistemi educativi digitalmente avanzati e politiche pubbliche attive sulla formazione continua.
All’estremo opposto, la Romania si ferma all’11,8%, seguita dalla Bulgaria (18,4%) e da Cipro (21,0%). Un divario che riflette non solo differenze infrastrutturali nella connettività, ma anche gap culturali e di policy nell’adozione degli strumenti digitali per l’apprendimento.
Corsi online e materiali didattici: due velocità diverse.
Scendendo nel dettaglio, Eurostat distingue tra chi ha seguito veri e propri corsi online strutturati e chi ha semplicemente utilizzato materiali didattici digitali in modo autonomo. Nel primo caso, la quota si attesta al 17,3% degli utenti internet UE, con le punte più alte in Irlanda (29,6%), Finlandia (29,3%) e Paesi Bassi (28,5%).
Per quanto riguarda i materiali didattici, video, tutorial, dispense digitali e risorse simili, la percentuale sale al 30,5%, con primato ancora dei Paesi Bassi (55,1%), seguiti da Irlanda (50,4%) e, dato curioso, dall’Ungheria (46,4%), che scala la classifica su questo indicatore specifico nonostante non figuri tra i Paesi più avanzati sul fronte della formazione strutturata.
Il quadro complessivo conferma una tendenza ormai irreversibile: l’apprendimento digitale non è più un’alternativa di nicchia all’istruzione tradizionale, ma una componente stabile e crescente del sistema formativo europeo.
