18 Luglio 2026
PoliticaSardegna

Formazione data-driven: servirà per accompagnare i giovani al lavoro?

Arriva il nuovo Protocollo d’intesa siglato tra Ministero del Lavoro, Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero dell’Università e della Ricerca e INPS, che attiva l’interoperabilità dei rispettivi sistemi informativi per i giovani e ridurre la distanza tra formazione e mercato del lavoro.

Una strategia – ovviamente messa in opera senza alcun coinvolgimento dei beneficiari finali, i giovani – che punta, secondo la narrazione del Ministero del Lavoro “ad aggredire in particolare il fenomeno dei Neet — giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi — attraverso un utilizzo strutturato dei dati e una programmazione più mirata degli interventi”.

Obiettivi: individuare i Neet e costruire percorsi basati su evidenze.

Attraverso lo scambio automatizzato dei dati tra amministrazioni, il governo punta a identificare e coinvolgere i giovani inattivi e proporre politiche attive personalizzate. Chissà se anche questa piattaforma finirà come “la mappa delle opportunità”, ovvero l’ennesimo flop digitale mai aggiornato dai vincitori delle “prebende di Governo” (come ricorda il perenne errore 503 al link https://www.agenziacoesione.gov.it/mappa-delle-opportunita/).

Orientare l’offerta formativa alla domanda reale.

Scuola e università, ovviamente sempre e solo secondo la narrazione governativa, “potranno programmare percorsi più rispondenti ai fabbisogni delle imprese, basandosi sulle traiettorie occupazionali dei diplomati e dei laureati”. Difficile, sulla base delle premesse citate precedentemente, essere d’accordo.

Rafforzare una PA che decide con i dati… e ripropone la solita “compilazione del curriculum”.

Nel pacchetto, fanno ssapere dal Ministero del Lavoro, rientrano anche la precompilazione del curriculum e l’aggiornamento del Fascicolo sociale e lavorativo. Che innovazioni perbacco!

Di diverso avviso la ministra del Lavoro, Marina Calderone: “Possiamo intercettare i giovani più a rischio e offrire loro percorsi mirati e coerenti con il mercato. La digitalizzazione è uno strumento per rendere la formazione più efficace e il lavoro più accessibile”.

Narrazioni a parte, ora la sfida sarà trasformare il flusso di informazioni in opportunità concrete, non solo in buone intenzioni digitali.

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