Fondo europeo per la difesa, in dubbio le tutele etiche e giuridiche in UE.
Le tutele etiche e giuridiche del progetto ACTUS, finanziato dal Fondo europeo per la difesa (European Defence Fund, EDF), sono finite al centro di un’interrogazione parlamentare presentata dall’eurodeputato Marc Botenga del gruppo La Sinistra. Al centro del confronto, dato il delicato equilibrio tra cooperazione industriale, sicurezza strategica e controllo democratico nell’uso dei fondi europei, sono finiti i rapporti tra l’Intracom Defense, beneficiaria dei fondi, e la società madre non europea, l’Israel Aerospace Industries (IAI).
Nella sua iniziativa, Botenga richiama una precedente risposta della Commissione, nella quale Bruxelles aveva affermato che le regole dell’EDF impongono la presentazione di garanzie specifiche, approvate dallo Stato membro di stabilimento, per evitare che una società madre extra-UE possa accedere a informazioni sensibili o ai risultati dei progetti finanziati con risorse europee. Un principio che, nel caso in esame, dovrebbe impedire a IAI – che detiene il 94,5 per cento delle azioni e il 100 per cento dei diritti di voto di Intracom Defense – di accedere alle tecnologie militari sviluppate nell’ambito del progetto ACTUS.
Ritenendo però insufficienti le spiegazioni generali, l’eurodeputato ha chiesto alla Commissione di entrare nel merito: “Quali garanzie concrete sono state presentate dalle aziende coinvolte? L’approvazione di tali salvaguardie da parte dello Stato membro competente e delle imprese è stata formalmente registrata e con quali modalità la Commissione vigila, nel tempo, sul rispetto di tali impegni attraverso audit e controlli?”, si legge nell’interrogazione di Botenga.
Nella risposta scritta del 15 dicembre 2025, firmata dal commissario Andrius Kubilius, la Commissione chiarisce che le garanzie presentate attestano tre elementi fondamentali: che il controllo sulla società beneficiaria non limiti la sua capacità di attuare il progetto e di conseguire i risultati; che l’accesso della società madre extra-UE a informazioni sensibili sia impedito mediante adeguate misure di sicurezza; e che la proprietà intellettuale e i risultati del progetto restino all’interno dell’entità europea, senza possibilità di controllo o esportazione verso Paesi terzi senza preventiva autorizzazione.
Bruxelles precisa inoltre che tali garanzie sono state approvate dallo Stato membro di stabilimento dell’entità controllata da soggetti extra-UE e valutate dalla Commissione, che ne ha verificato la conformità al regolamento dell’EDF. Le misure adottate, viene aggiunto, sono documentate e conservate nel fascicolo di sovvenzione gestito dalla Commissione.
Quanto ai controlli, l’esecutivo europeo ricorda di avere il diritto di monitorare i progetti fino a cinque anni dopo il pagamento finale, di segnalare eventuali sospetti di attività illegali all’OLAF o alla Procura europea e di sospendere o revocare i finanziamenti in caso di non conformità. Al momento, secondo la Commissione, l’attuazione del progetto Advanced Capabilities and Certification of Tactical Unmanned Aerial Vehicle Systems (ACTUS) procede nel rispetto delle norme applicabili.
foto Dipartimento della Difesa americano /Army Maj. Robert Fellingham
