Fondo credito giovani: accordo Abodi-Bernini.

Rafforzare il “Fondo per il credito ai giovani”. Questo, in sintesi, il fine dell’accordo siglato dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. Un provvedimento, nelle ambizioni dell’Esecutivo Meloni, che dovrebbe agevolare l’accesso al credito per i giovani studenti e valorizzare le esperienze del Servizio Civile Universale tra gli studenti dell’istruzione superiore.

L’accordo avrà una durata di tre anni e, all’orizzonte, si prevedono le immancabili iniziative di scarso impatto promosse dai due ministeri, quali eventi, workshop e campagne di promozione e valorizzazione del Servizio Civile Universale. Chissà quante views ed engagement riusciranno a capitalizzare le costosissime (quanto stucchevoli) iniziative di comunicazione dei due dicasteri… con un canale Youtube con 182 follower non sarà, infatti, una impresa facile per il Ministero dello Sport e i Giovani.

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Intesa, ancora, che prevede la creazione di programmi formativi congiunti per favorire l’accesso al mercato del lavoro per i giovani laureati, anche attraverso esperienze di Servizio Civile Universale. Nel frattempo, però, si continuano a gestire le risorse del Fondo Nazionale per le Politiche giovanili, in modo autoreferenziale per usare un eufemismo.

Iniziativa che può apparire di pubblico servizio, anche grazie ad una narrazione sempre meno mediata da un serio lavoro giornalistico da parte della sempre più acritica stampa mainstream, ma che di fatto rappresenta l’ennesima inizativa di scarso impatto per l’inclusione dei giovani.

Questo documento per il ministro Andrea Abodi rappresenta, però, “un ulteriore passo avanti per far conoscere il meraviglioso mondo del Servizio Civile Universale e promuovere la conoscenza e le opportunità del ”Fondo per il credito ai giovani”. Strumento, secondo l’esponente dell’Esecutivo, che favorirà l’accesso al credito delle studentesse e degli studenti per migliorare, non solo a parole, la relazione tra le banche e i giovani.

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Si continua, quindi, con le solite iniziative autoreferenziali lungo il binario “giovani e istituzioni”.

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