6 Giugno 2026
Politica

Fondi UE per la Siria: la Commissione di Ursula foraggia il regime dell’ex terrorista al-Sharaa

Come vengono spesi i fondi europei destinati alla Siria? A chi vanno davvero, e secondo quali priorità? Sono le domande al centro di un’interrogazione parlamentare urgente presentata il 9 aprile scorso da otto eurodeputati appartenenti a Verdi, Sinistra e Renew Europe, indirizzata direttamente alla Commissione europea.

Il punto di partenza è l’annuncio fatto dalla presidente Ursula von der Leyen a inizio 2026: sostegno alla Siria con un pacchetto finanziario da 620 milioni di euro per il biennio 2026-2027, con l’obiettivo dichiarato di costruire una “Siria nuova, pacifica, inclusiva e sicura”. Premesse che destano un certo imbarazzo dal momento che il leader siriano è al-Sharaa, noto al-Jolani ed ex appartente ai terroristi di al-Qaeda.

Tre domande scomode per Ursula von der Leyen.

Gli eurodeputati, tra cui Katrin Langensiepen, Elena Kountoura, Leoluca Orlando e Leila Chaibi, chiedono alla Commissione di rispondere su tre fronti precisi.

Il primo riguarda la trasparenza: quali meccanismi sono stati messi in campo per rendere tracciabili i fondi, sapere quali settori e territori sono coinvolti e capire quali temi abbiano effettivamente la precedenza?

Il secondo tocca le modalità di distribuzione: come si garantisce che il denaro europeo arrivi in modo diretto, flessibile e duraturo a media e giornalisti indipendenti, organizzazioni della società civile, con particolare attenzione alle iniziative femminili, e alle realtà locali più piccole e inclusive, considerate dai firmatari i veri motori di una transizione politica efficace?

Il terzo è una richiesta di numeri: quanti fondi sono stati effettivamente stanziati finora? E come si distribuiscono tra gli attori della società civile, i grandi settori come energia e infrastrutture, e gli eventuali pagamenti legati al precedente regime di Bashar Assad?

Nell’attesa che dall’Esecutivo europeo qualcuno/a risponda, al momento l’unico dato certo è che l’Ue dei valori democratici collabora con terroristi ripuliti recentemente in nome della realpolitik. Uno schifo per usare un eufemismo.

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