Fondi UE, per il sesto anno consecutivo arriva il giudizio negativo della Corte dei conti, ma per la Commissione va tutto bene.
Per il sesto anno consecutivo la Corte dei conti europea (ECA) ha espresso un’“opinione avversa” sulla spesa dell’Unione europea, sollevando nuove preoccupazioni sulla trasparenza e sull’uso dei fondi pubblici. Il tema è tornato al centro del dibattito dopo un’interrogazione scritta presentata dall’eurodeputato Jordan Bardella e dalla successiva risposta della Commissione europea.
Secondo quanto riportato dal settimanale Le Point il 28 ottobre 2025, i controlli sul piano europeo di ripresa sarebbero affidati alle stesse strutture interne della Commissione che, in passato, hanno mostrato carenze. Inoltre, sarebbero emersi rischi concreti di frodi gravi. Bardella ha quindi chiesto come Bruxelles intenda correggere le proprie disfunzioni interne, migliorare la trasparenza e rafforzare i controlli sull’impiego del denaro dei contribuenti europei.
Nella risposta ufficiale, la Commissione ha sostenuto che il giudizio negativo della Corte riguarda la legittimità e la regolarità della spesa del bilancio UE, e non il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), per il quale l’ECA ha invece espresso un giudizio qualificato. “Il tasso di errore rilevato dalla Corte, sottolinea Bruxelles, misura irregolarità amministrative e non casi di frode”.
La Commissione riconosce che i livelli di errore più elevati si registrano nei fondi di coesione, gestiti in larga parte in regime di gestione condivisa, dove un ruolo centrale spetta alle autorità nazionali. In questi casi, Bruxelles afferma di intervenire attraverso audit basati su valutazioni del rischio per ciascuno Stato membro. Situazioni di gravi carenze o alti tassi di errore portano a riserve formali nei Rapporti annuali di attività e all’adozione di piani correttivi immediati.
Per quanto riguarda il Recovery Fund, Bruxelles ribadisce che la responsabilità primaria della tutela degli interessi finanziari dell’UE spetta agli Stati membri. Alla Commissione Ue che da il via libera all’erogazione dei fondi, invece, secondo tale narrativa da scaricabarile, non si può imputare alcuna responsabilità. Sono tutti imbecilli in Ue?
Infine, la Commissione sottolinea la stretta collaborazione con l’OLAF e con la Procura europea (EPPO), che consente un monitoraggio costante dei casi di frode e l’attuazione delle raccomandazioni degli organismi di controllo.
Nonostante le rassicurazioni di Bruxelles, il nuovo giudizio negativo della Corte dei conti conferma che il tema della gestione e del controllo della spesa europea resta uno dei nodi più sensibili dell’azione dell’Unione.
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